OTTURATORE TIPO STEYER

Questo sistema stabile, differisce da la sistema mauser perchè invece che scorrere e girare, questo scorre e basta ma la funzione rimane la medesima cioè un otturatore cilindrico e parte essenziale d’arma per portare la culatta in chiusura. Quando fu progettato a detta anche degli stessi soldati che lo trovavano più veloce; proprio perchè invece di girare e scorrere come nel Mauser il movimento era solo avanti e indietro, la sua introduzione risale ai tempi antichi( più precisamente nei fucili ad ago come il CHASSEPORT); e più avanti usato nei fucili STEYR MANNLICHER M1895, che poi credo siano tutti passati al sistema Mauser visto che anche il sistema di alimentazione o a pacchetto oppure a stripper clips, di Mauser sempre parliamo( e poi secondo me il tempo di caricamento non è che sia poi cosi lento; a meno che non si metta un bradipo a sparare….).

Questi otturatori sono anche detti a percussore lanciato (percussore interno) e non necessitano del cane( un congegno di sparo come può essere definito il medesimo è un organo di comando( in questo caso la leva che chiude e apre la camera seguita poi da una molla e dal sistema di scatto). Prima ho accennato il caricamento quando ho parlato del sistema mauser perchè? c’è da sapere che in un congegno di alimentazione(quale il caricatore) possiamo averne di tre tipi: quello che troviamo nei revolver cioè a camere multiple; quello fisso definito anche di tipo Mauser; quello staccabile( cioè Enfield) e poi per ultimo quello usato nelle armi ad anima liscia cioè prismatico tubolari.

sistema STABILE A BLOCCHETTO OSCILLANTE

Questo sistema di tipo stabile geometrico ideato nei primi anni del 1800 e già presente sulla Mauser C96; a differenza del sistema stabile include un terzo elemento che è appunto il blocchetto collocato tra canna e carrello con l’utilità di renderli solidali in chiusura; questo blocchetto in pratica ha la funzione di liberare il carrello quando è in posizione abbassata. Questo sistema fu largamente usato prima nella Walther P38 poi ripreso da Beretta nel modello 51 e 52 e anche in altri modelli tra cui uno molto conosciuto che è il 92.

CHAROLA ANITUA

Quest’arma progettata dal mitragliere Enrique Losada; fu la prima semiautomatica che risale a fine milleottocento spagnola, il suo sistema d’arma molto simile alla Mauser C96 ma molto più rozzo e semplificato; con una potenza molto limitata, data dal calibro della prima versione che era il 5mm(5x18mm) poi in seguito ne fecero una anche in 7mm.

La pistola fu prodotta in tre diversi lotti con differenza tra una versione e l’altra era la lunghezza di canna, il primo lotto comprendeva circa 950 esemplari; il secondo 900 ed in fine il terzo con 800 esemplari.

La commercializzazione di questa pistola semiautomatica avvenne dopo la scomparsa della ditta (CHAROLA ANITUA);i modelli commerciali erano composti da 2 versioni:

IL PRIMO AVEVA IL CARICATORE FISSO A 6 CARTUCCE( le cartucce venivano vendute in confezioni da 30 divise in stripper clips già pronte con le 6 cartucce da camerare) questo nella versione calibro 7mm

IL SECONDO AVEVA IL CARICATORE AMOVIBILE(per la versione calibro 5mm).

Questa pistola fu prodotta fino al 1903; era molto complicata da realizzare e i costi di produzione erano abbastanza alti, però fece lo stesso successo soprattutto in Russia negli altri paesi non tanto.

PS: L’azienda CHAROLA ANITUA per differenziarsi dalle altre incideva un marchio commerciale con le iniziali sulle cartucce(CURIOSITA’)

COLT MODELLO 1877

Questo fu il primo modello a doppia azione, firmato colt;( Samuel Colt aveva già sperimentato il funzionamento a doppia azione nel 1850 ma non riuscì mai a concretizzarlo visto che all’uscita del modello in questione lui era già morto, infatti lui morì nel 1862 se non erro); questo revolver prodotto in tre modelli: 32 RAINMAKER(variante più rara); 38 lightning( con un aspetto molto simile alla Peacemaker); e il 41 thunderer( leggermente più pesante degli altri modelli). Il revolver era camerato per la cartuccia 32 long colt; i modelli con canna da 51 e 89mm non avevano la bacchetta di espulsione; il cane lavora in 3 posizioni: sicura, riposo e mezza monta; il revolver in questione è molto più affidabile del modello precedente 1873, ma necessita di riparazioni costanti, ma un suo punto a favore è il porto occulto infatti senza molla di eiezione sta tranquillamente in una tasca. La versione successiva cioè il modello 1878;(Questo revolver all’inizio a singola azione;(poi arrivo la versione a doppia azione progettata dallo stesso Colt), prodotto in calibro 40-40 WINCHESTER che fu una delle prime cartucce a percussione centrale prodotta da WINCHESTER e poi camerata in revolver storici come il modello 3 della Smith&Wesson; il revolver in sé è robusto e affidabile con la sostanziale differenza col modello precedente è la carcassa che è più grande, ma tutte due prendono ispirazione dal modello che conquistò l’west cioè il modello 1873; il tamburo del revolver 1878 è molto simile a quello al modello ejector( il primo modello ejector fu appunto il 32 HAND EJECTOR dove il tamburo basculava fuori dalla carcassa, dalla parte sinistra permettendo l’inserimento delle cartucce). Fu molto popolare e subì alcune modifiche nel tempo per sfruttare la grande quantità di pezzi di ricambio che Colt aveva, inoltre aveva anche un difetto se cosi lo possiamo chiamare, cioè la canna essendo troppo corta no era dotato di asta di espulsione. In fine dopo l’uscita di produzione nel 1882, fu ripreso durante la grande guerra e rintrodotto nei calibri 22LR e 44magnum.); inoltre il modello 1878 era anche camerato per la cartuccia 450boxer.

MANURHIN MR73

Questo revolver francese di alta qualità; progettato nel 1973 da Manchin. Oggi viene prodotto dalla ditta francese, CHAPUIS ARMES in scala ridotta in 3 modelli che sono: quello classico fatto interamente in acciaio; la versione brunita; e infine quello della gendarmeria che questa variante a differenza delle altre ha i mirini sia posteriori che anteriori più grandi(il classico è in calibro 38 special invece sia la versione acciaio che la versione brunita è in calibro 357 magnum che genera una pressione massima superiore a quella consentita dal C.I.P).

MR73 che ha una capacità di colpi nel tamburo uguale a sei; con possibilità cambiando il tamburo di una conversione di calibro in 9x19mm; e capace di sparare 150 colpi a piena carica, con peso di innesco regolabile sia in doppia azione che in singola cosa che nessun altro revolver come lui può fare; forse anche per questo che costa quasi il 50% in più di altri revolver.

Il revolver ha una lunghezza di 196mm la versione classica; di 204mm quella acciaio o brunito; invece quella della gendarmeria 233mm, il peso varia da: 800g la versione da 2,5 pollici; 890g quella da 3 pollici; 950g quella da 4 pollici ; e 1030g quella da 5,25 pollici. Il telaio è tutto lucidato a mano in circa 12 ore; il grilletto è regolabile in trazione a preferenza del tiratore; sia il telaio che la canna sono realizzati in acciaio( la canna mediante una lavorazione per rotomartellatura a freddo);il telaio in versione K che è il più grande è leggermente più piccolo di un telaio SMITH&WESSON in versione L; il percussore ha un angolo di caduta di circa 42°; i mirini possono essere fissi o regolabili.

UNA CURIOSITA’ CHE QUESTO REVOLVER NELLA VERSIONE PIU’ GRANDE VIENE USATO PER LA PROTEZIONE DEI V.I.P.

SISTEMA SCHMIDT(APPROFONDIMENTI)

Inizialmente il produttore;( tale colonnello Schmidt ), partecipò attivamente ad alcuni progetti di revolver(perfezionando anche il revolver francese Chamelot- dalvigne; che era un revolver francese adottato anche in Italia nel 1874 in calibro 10,35); finché un giorno si propose per fabbricarne uno suo, per il motivo che voleva dare alla luce un revolver che non avesse i problemi riscontrati nei modelli precedenti che erano:

RINCULO TROPPO RILEVANTE, CHE DAVA PROBLEMI AL TIRATORE NEL TIRO MIRATO FACENDOLO RISULTARE IMPRECISO

I REVOLVER ERANO ECCESSIVAMENTE INGOMBRANTI, QUINDI SCOMODI DA PORTARE IN GIRO

IL PESO ELEVATO

LE CARTUCCE ERANO GROSSE, E IL CARICAMENTO RISULTAVA LENTO E SCOMODO.

L’arma del colonnello Schmidt, aveva un funzionamento a singola azione a percussione centrale, la rotazione del tamburo era fluida e comoda nel caricamento; l’arma adottava il sistema abadie;( lo sportellino abadie o chiamato anche sicurezza abadie si ottiene a cane a riposo, o abbattuto in pratica quando questo sportellino è aperto, il tamburo gira senza che il cane si armi di conseguenza; la sicura in un certo senso agevola anche il caricamento, perchè invece di girarlo manualmente basta premere la leva di scatto per passare alla camera successiva e caricarla o scaricarla di conseguenza); il cilindro o tamburo è a 6 camere in calibro 7.5mm. Questo revolver fu pensato per l’esercito svizzero andando a sostituire il vecchio modello 1878.

MG15 UN PICCOLO APPUNTO!!

Questa mitragliatrice non è altro che l’evoluzione della precedente; fu adottata eliminando il raffreddamento ad acqua, sostituendolo con un manicotto forato, per appunto ottenere un raffreddamento ad aria; la mitragliatrice è in calibro 7,92x57mm( la 7,92×57 l mauser (chiamata anche 7,92x57j per l errore di trascrizione dal gotico al italiano . aveva un bossolo in ottone 67/33 presto sostituito dal più duttile 72/28 innesco berdan ed era caratterizzata dal assenza di bordo sporgente e dalla presenza della gola di estrazione da un corpo quasi cilindrico (conicità di 1:43) e da una spalla di 19 gradi con questa cartuccia viene introdotta la conformazione del bossolo con una gola di estrazione benché non fosse del tutto originale essendo stata sperimentata in svizzera dal maggiore Eduard Rubin a partire almeno dal 1985. il proiettile cilindrico ogivale era ricoperta da una camicia d acciaio placcato in copri nichel, aveva un diametro di 8,08mm , una lunghezza di 31,6 mm  ed un peso 14,7 grammi . la palla a cilindro ogivale fu sostituita nel 1905 con una forma ogivale a punta ; spitzgeshob disegnata da Arthur glening  e da questi brevettata negli stati uniti due anni dopo . il nuovo proiettile aveva una lunghezza di 28,3mm e il suo peso da 10 grammi ma soprattutto il suo diametro effettivo fu portato a 8,2mm poiché si decise di aumentare il diametro di foratura da 7,80 a 7,89 e di approfondire i vuoti della rigatura da 0,135 a 0,155 per meglio guidarlo lungo il percorso di canna essendosi ridotta ad un terzo la superfice a contatto delle righe , per distinguere le due munizioni di calibro lievemente e pericolosamente differente alla nuova ; fu aggiunto il suffisso <> ottenendo la denominazione 7,92x57js mauser questo però non fu sufficiente ad impedire il verificarsi di incidenti dovuti allo scambio di cartucce, adottata anche da altre nazioni e caricata con proiettili di ogni tipo per la vita  operativa di questa cartuccia è arrivata ai giorni nostri  essendo stata utilizzata nei conflitti  che hanno insanguinato  i Balcani alla fine del xx secolo). Ovviamente essendo un ottima mitragliatrice, arrivò anche la copia giapponese con il nome TYPE98(questa versione praticamente uguale all’originale tedesca fu fatta produrre da una ditta britannica, la stessa che produsse la Vickers(TYPE89 la versione giapponese);in fine da quella giapponese a quella tedesca cambiava il calibro, 7,92x57mm quella tedesca e 50BMG(12,7x99mm); quella giapponese.

APPUNTO SULLA BODEO

Carlo Bodeo ottenne il primo brevetto per il suo revolver nel 1889; ed in questo progetto Bodeo volle unire idee innovative prendendo spunto da alcuni revolver già in uso. Di base il revolver Bodeo utilizza lo stesso sistema del revolver italiano Glinsenti; questo brevetto che fu il primo riguardava per lo più il sistema di sicura ABADIE ideata dallo stesso Bodeo modificandolo applicandoci una molla a V, questa molla è il risultato del miglioramento dello scatto del revolver CHAMELOT DALVIGNE(ricordo fu il primo revolver adottato dal esercito italiano); la molla era situata nel impugnatura per tenerla ferma quando il braccio spinge contro la superficie del cane, in poche parole il rilascio del grilletto andava on contrasto sia col cane che con la molla a V, interrompendo il collegamento tra il percussore e il sistema di scatto così da non far partire il colpo a sportellino aperto.

In questo revolver il sistema di espulsione avviene attraverso una bacchetta situata sotto la canna, allineata con la camera del tamburo, e bastava farla scorrere verso l’interno per provocare l’espulsione del bossolo vuoto.

IL REVOLVER E’ CAMERATO PER LA STESSA MUNIZIONE DEL MODELLO GLINSENTI; CIOE’ IL 10,35X20MM CHE E’ UNA MUNIZIONE A PERCUSSIONE CENTRALE CON INNESCO BOXER, DI TIPO RIMMED(OVVIAMENTE A POLVERE NERA).

MP48( UN FALLIMENTO DI SIG)

Questo fucile come già detto commercializzato per circa nove anni, e venduto in pochi lotti solo in Cile, l’mp48 come forma ricorda molto( almeno a me!); un M3 o anche un famoso fucile in dotazione alle forze dell’ordine italiane(PM12 VE DICE NULLA!?), per via del suo otturatore tubolare e poi anche la sua forma; il peso non è eccessivo essendo un arma che funziona a chiusura labile o a massa, ma ritardata(in pratica la camera tende a tardare ad aprirsi finché le pressioni al suo interno non scendono a livelli ottimali di sicurezza, per poi espellere il bossolo a vuoto e camerare una nuova cartuccia grazie al suo peso e alla forza del rinculo( RINCULO: il movimento retrogrado compiuto dell’arma al momento dello sparo). Il suo calibro è il 9×19,( Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore). Quest’arma fu prodotta interamente della SIG l’unico dubbio che mi è venuto, è quello del selettore di tiro perchè non credo abbia una modalità semiautomatica a meno che non sia sul grilletto ma dubito fortemente; in passato prima dell’ m48 ci fu mp46 che meccanicamente era identico, solo che era più un fucile cioè non aveva impugnatura a pistola come nella versione MP48( che è cosa buona soprattutto per la stabilità di tiro, e il controllo dell’arma stessa).

IL FUCILE A POMPA

Questa arma lunga, solitamente a canna liscia in uso prima per uso venatorio( per cui è nata); inoltre usata anche come arma di sfondamento dalle forze dell’ordine, per la sua resistenza e affidabilità ma non solo perchè questo fucile utilizza una vasta modalità di caricamento come i proiettili in gomma, la palla asciutta oppure munizione spazzata. Un difetto di quest’arma può essere il suo metodo di caricamento, infatti dato il suo caricatore tubolare le cartucce vanno inserite una per volta, e vista la sua poca capienza può essere una difficoltà.

IL FUNZIONAMENTO

Il fucile a pompa così chiamato perchè utilizza questa pompa per portare la cartuccia in camera, e inoltre fa anche da impugnatura per la mano debole; funziona tramite astina che scorrendo permette anche il riarmo, però queste armi possono funzionare anche a pompa invertita in quanto il movimento avanti e indietro, fa avanzare la canna non permettendo all’otturatore di indietreggiare.

CONCLUSIONI

Un esempio di fucile a pompa può essere un modello ideato a Browning cioè il modello 1897, che non era altro che l’evoluzione del noto e famoso modello 1893. Metto questo esempio per il motivo che quest’arma era talmente efficace che fu uno dei primi fucili con questo sistema a prestare servizio in una guerra.

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