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PHP MV9

Questa pistola semiautomatica, anzi dal suo nome per intero si deduce la prima pistola croata infatti PHP è l acronimo di PRV HRVATSKI PISTOLIJ; che dal croato significa proprio questo. L’arma è un insieme di due pistole molto note visti i particolari, che sono: la Beretta modello 51 e la Walter P38; però deve essere una derivata della P38, infatti ha particolari molto simili tipo la leva di disarmo posizionata sul lato sinistro; che in pratica Beretta la adotta da sempre la leva abbatticane;( in pratica lava se tirata verso l’alto come le pistole beretta, il cane può essere disarmato in sicurezza; era buona usanza una volta nelle forze dell’ordine tenere il colpo in canna con la sicura inserita; perchè era più sbrigativo andare in puntamento, ma soprattutto abbastanza sicuro grazie alla leva abbatticane); il funzionamento è a massa battente a corto rinculo di canna, ovviamente visto il tempo era a singola azione; nel tempo furono fatte modifiche all’arma cioè la canna più corta, e una smontaggio più rapido; ma addirittura fu prodotta una versione totalmente rigenerata, con tolleranze più strette e canna in stile Browning ; la produzione di quest’ultima serviva a coprire in qualche modo l’errore che fu fatto con la precedente cioè vista la fretta di produzione la PHP era incline a rottura, e questo fu il motivo perchè la produzione terminò nel 1995.

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PX4STORM SEMIAUTOMATICA E FUNZIONAMENTO.

Questa pistola semiautomatica prodotta da Beretta( di cui le prime batch avevano un difetto, se non ricordo male al sistema di sicura e di riarmo); adotta lo stesso sistema rototraslante della Steyer 1912, quindi otre che un rilevamento minimo del rinculo( non è altro che il movimento retrogrado dato dall’arma al momento dello sparo ed è suddiviso in fasi: la fase iniziale cioè l’espansione dei gas al momento che il percussore picchia sull’innesco; generando quindi prima una detonazione data dall’innesco e poi una deflagrazione quando la polvere brucia, la seconda fase è quella dell’effetto razzo all’uscita della volata); inoltre questo rilevamento minimo è una conseguenza strutturale data da canna e otturatore, e ovviamente dal suo sistema di chiusura che funziona così: durante lo sparo la canna e il carrello sono vincolati insieme da tre tenoni, disposti a centoventi gradi, consentendone l’arretramento solidale; ed dall’altra parte il movimento rotatorio determina lo svincolo di canna e carrello;(che in precedenza erano vincolati), per poi continuare il processo di sparo fino a tornare in posizione iniziale pronta per il colpo successivo. I calibri per cui può essere camerata questa pistola semiautomatica sono quattro; come dice appunto il nome cioè 9x19mm(Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore); 40S&W(Questo calibro deriva direttamente dal 10mm auto con l’idea sia di creare un compromesso tra un 9x19mm e un 45ACP(11,43X23MM); sia per avere una cartuccia potente e sufficientemente gestibile(cosa che il 10mm non lo è vista la sua elevata potenza); il 40S&W è leggermente più corta del 10mm per fare un paragone come dimensioni è identico al 38-40, con valori pressori uguali al 9×19. Il suo debutto che risale alla fine degli anni 80′ camerato in una semiautomatica sempre di casa Smith&Wesson cioè il modello 4006(arma corta con telaio in alluminio e acciaio inossidabile funzionante in doppia azione); la cartuccia è di tipo rimless ottima per la difesa domestica perchè affidabile, ma di contro ha il prezzo che è molto costosa);non spiegherò anche il 9×21 anche perchè il creatore è lo stesso, a livello pressorio siamo li , insomma cambia poco da un 9x19mm( almeno la maggior parte poi se andiamo su cartucce non convenzionali allora è un altro discorso). In quasi tutte le versioni l’arma è a doppia azione a corto rinculo;(questo sistema oggi è il più usato, un classico esempio può essere la 92FS della Beretta in pratica questo sistema a differenza del lungo, la canna e il carrello non percorrono un tratto uguale alla lunghezza della cartuccia; ma solo una breve parte quello che basta far ciclare l’arma correttamente; questo sistema stressa meno l’arma, e viene utilizzato delle pistole semiautomatiche a chiusura geometrica che sono quasi sempre a corto rinculo oggi. Tutto questo è permesso dalla pressione dei gas e della pressione che si esercita tra la faccia del carrello otturatore che lo costringe a andare indietro consentendogli di espellere il bossolo e camerarne uno nuovo prima di tornare in chiusura); infine la sicura è meccanica, proprio come quella della 92, ma non so se è dotata di leva abbatticane, quindi agisce così: andando ad azionare la sicura non si fa altro che disconnettere il percussore dal sistema di scatto, lasciando il grilletto libero di scorrere senza che vada ad agire sulla molla, e quindi il cane rimarrà a riposo finché il tiratore non la toglie, e a questo punto è abbastanza agire sulla leva di scatto per iniziare il processo di sparo.

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COLT MODELLO 1877

Questo fu il primo modello a doppia azione, firmato colt;( Samuel Colt aveva già sperimentato il funzionamento a doppia azione nel 1850 ma non riuscì mai a concretizzarlo visto che all’uscita del modello in questione lui era già morto, infatti lui morì nel 1862 se non erro); questo revolver prodotto in tre modelli: 32 RAINMAKER(variante più rara); 38 lightning( con un aspetto molto simile alla Peacemaker); e il 41 thunderer( leggermente più pesante degli altri modelli). Il revolver era camerato per la cartuccia 32 long colt; i modelli con canna da 51 e 89mm non avevano la bacchetta di espulsione; il cane lavora in 3 posizioni: sicura, riposo e mezza monta; il revolver in questione è molto più affidabile del modello precedente 1873, ma necessita di riparazioni costanti, ma un suo punto a favore è il porto occulto infatti senza molla di eiezione sta tranquillamente in una tasca. La versione successiva cioè il modello 1878;(Questo revolver all’inizio a singola azione;(poi arrivo la versione a doppia azione progettata dallo stesso Colt), prodotto in calibro 40-40 WINCHESTER che fu una delle prime cartucce a percussione centrale prodotta da WINCHESTER e poi camerata in revolver storici come il modello 3 della Smith&Wesson; il revolver in sé è robusto e affidabile con la sostanziale differenza col modello precedente è la carcassa che è più grande, ma tutte due prendono ispirazione dal modello che conquistò l’west cioè il modello 1873; il tamburo del revolver 1878 è molto simile a quello al modello ejector( il primo modello ejector fu appunto il 32 HAND EJECTOR dove il tamburo basculava fuori dalla carcassa, dalla parte sinistra permettendo l’inserimento delle cartucce). Fu molto popolare e subì alcune modifiche nel tempo per sfruttare la grande quantità di pezzi di ricambio che Colt aveva, inoltre aveva anche un difetto se cosi lo possiamo chiamare, cioè la canna essendo troppo corta no era dotato di asta di espulsione. In fine dopo l’uscita di produzione nel 1882, fu ripreso durante la grande guerra e rintrodotto nei calibri 22LR e 44magnum.); inoltre il modello 1878 era anche camerato per la cartuccia 450boxer.

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MG15 UN PICCOLO APPUNTO!!

Questa mitragliatrice non è altro che l’evoluzione della precedente; fu adottata eliminando il raffreddamento ad acqua, sostituendolo con un manicotto forato, per appunto ottenere un raffreddamento ad aria; la mitragliatrice è in calibro 7,92x57mm( la 7,92×57 l mauser (chiamata anche 7,92x57j per l errore di trascrizione dal gotico al italiano . aveva un bossolo in ottone 67/33 presto sostituito dal più duttile 72/28 innesco berdan ed era caratterizzata dal assenza di bordo sporgente e dalla presenza della gola di estrazione da un corpo quasi cilindrico (conicità di 1:43) e da una spalla di 19 gradi con questa cartuccia viene introdotta la conformazione del bossolo con una gola di estrazione benché non fosse del tutto originale essendo stata sperimentata in svizzera dal maggiore Eduard Rubin a partire almeno dal 1985. il proiettile cilindrico ogivale era ricoperta da una camicia d acciaio placcato in copri nichel, aveva un diametro di 8,08mm , una lunghezza di 31,6 mm  ed un peso 14,7 grammi . la palla a cilindro ogivale fu sostituita nel 1905 con una forma ogivale a punta ; spitzgeshob disegnata da Arthur glening  e da questi brevettata negli stati uniti due anni dopo . il nuovo proiettile aveva una lunghezza di 28,3mm e il suo peso da 10 grammi ma soprattutto il suo diametro effettivo fu portato a 8,2mm poiché si decise di aumentare il diametro di foratura da 7,80 a 7,89 e di approfondire i vuoti della rigatura da 0,135 a 0,155 per meglio guidarlo lungo il percorso di canna essendosi ridotta ad un terzo la superfice a contatto delle righe , per distinguere le due munizioni di calibro lievemente e pericolosamente differente alla nuova ; fu aggiunto il suffisso <> ottenendo la denominazione 7,92x57js mauser questo però non fu sufficiente ad impedire il verificarsi di incidenti dovuti allo scambio di cartucce, adottata anche da altre nazioni e caricata con proiettili di ogni tipo per la vita  operativa di questa cartuccia è arrivata ai giorni nostri  essendo stata utilizzata nei conflitti  che hanno insanguinato  i Balcani alla fine del xx secolo). Ovviamente essendo un ottima mitragliatrice, arrivò anche la copia giapponese con il nome TYPE98(questa versione praticamente uguale all’originale tedesca fu fatta produrre da una ditta britannica, la stessa che produsse la Vickers(TYPE89 la versione giapponese);in fine da quella giapponese a quella tedesca cambiava il calibro, 7,92x57mm quella tedesca e 50BMG(12,7x99mm); quella giapponese.

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MP48( UN FALLIMENTO DI SIG)

Questo fucile come già detto commercializzato per circa nove anni, e venduto in pochi lotti solo in Cile, l’mp48 come forma ricorda molto( almeno a me!); un M3 o anche un famoso fucile in dotazione alle forze dell’ordine italiane(PM12 VE DICE NULLA!?), per via del suo otturatore tubolare e poi anche la sua forma; il peso non è eccessivo essendo un arma che funziona a chiusura labile o a massa, ma ritardata(in pratica la camera tende a tardare ad aprirsi finché le pressioni al suo interno non scendono a livelli ottimali di sicurezza, per poi espellere il bossolo a vuoto e camerare una nuova cartuccia grazie al suo peso e alla forza del rinculo( RINCULO: il movimento retrogrado compiuto dell’arma al momento dello sparo). Il suo calibro è il 9×19,( Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore). Quest’arma fu prodotta interamente della SIG l’unico dubbio che mi è venuto, è quello del selettore di tiro perchè non credo abbia una modalità semiautomatica a meno che non sia sul grilletto ma dubito fortemente; in passato prima dell’ m48 ci fu mp46 che meccanicamente era identico, solo che era più un fucile cioè non aveva impugnatura a pistola come nella versione MP48( che è cosa buona soprattutto per la stabilità di tiro, e il controllo dell’arma stessa).

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IL FUCILE A POMPA

Questa arma lunga, solitamente a canna liscia in uso prima per uso venatorio( per cui è nata); inoltre usata anche come arma di sfondamento dalle forze dell’ordine, per la sua resistenza e affidabilità ma non solo perchè questo fucile utilizza una vasta modalità di caricamento come i proiettili in gomma, la palla asciutta oppure munizione spazzata. Un difetto di quest’arma può essere il suo metodo di caricamento, infatti dato il suo caricatore tubolare le cartucce vanno inserite una per volta, e vista la sua poca capienza può essere una difficoltà.

IL FUNZIONAMENTO

Il fucile a pompa così chiamato perchè utilizza questa pompa per portare la cartuccia in camera, e inoltre fa anche da impugnatura per la mano debole; funziona tramite astina che scorrendo permette anche il riarmo, però queste armi possono funzionare anche a pompa invertita in quanto il movimento avanti e indietro, fa avanzare la canna non permettendo all’otturatore di indietreggiare.

CONCLUSIONI

Un esempio di fucile a pompa può essere un modello ideato a Browning cioè il modello 1897, che non era altro che l’evoluzione del noto e famoso modello 1893. Metto questo esempio per il motivo che quest’arma era talmente efficace che fu uno dei primi fucili con questo sistema a prestare servizio in una guerra.

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L’INCAMICIATURA O MANTELLO

Denominati anche COMPOUND i proiettili camiciati sono quelle munizioni che hanno una camiciatura solitamente in rame o acciaio che riveste il nucleo, e nello stesso tempo fissata allo stesso; questa pratica è indispensabile e anche strettamente necessaria per evitare impiombamenti alla canna e spiacevoli soprese durante il THROAD cioè quando la palla è totalmente all’interno della rigatura. Vorrei far presente che in un arma lunga quale fucile; le pressioni all’interno della camera dopo che il percussore ha urtato violentemente contro l’innesco e quindi la polvere inizia a bruciare sono elevatissime e la fase di sparo è una fase apparentemente istantanea ma molto complessa sotto il lato tecnico; anche perchè noi vediamo solo il risultato finale cioè quando il proiettile lascia la volata e si dirige verso il bersaglio. Vorrei fare un appunto: quando si parla di un arma da fuoco si parla di una macchina termodinamica infatti nello sparo la fase di espansione di gas data dalla trasformazione termodinamica della massa gassosa che si espande per effetto della pressione rimante dando cosi la partenza del colpo, e quindi l’uscita dalla volata, e noi come reazione avremo il riarmo dell’arma col arretramento del carrello(questo fenomeno è chiamato anche rinculo cioè il movimento retrogrado del arma al momento dello sparo); ma anche nel rinculo il discorso non cambia perchè abbiamo due fasi: una è quella spiegata prima cioè l’espansione dei gas e l’altra è l’effetto razzo all’uscita dalla volata. Ma torniamo alle munizioni facendo un esempio: in una palla blindata abbiamo una copertura o camiciatura, un nucleo con una percentuale di tungsteno per la durezza inoltre possiamo avere diverse leghe di rame che dipendono dalla destinazione d’uso( esempio se per uso militare sarà acciaio biplaccato), anche i nuclei posso avere diverse conformazioni e qui potrei citarne uno che è quello a piombo nudo che hanno una percentuale di antimonio molto basso. Questo munizionamento è impiegato solitamente in armi a canna rigata quindi come già detto con pressioni all’interno della canna superiore ai 1500 bar, questi bossoli vengono ricavati grazie a lavorazioni come trafilatura e tranciatura con dei dischi in una banda di ottone con uno spessore in base al tipo di fondello; poi essendo una munizione ad innesco centrale avremo una sede di innesco e un foro di vampa( che non è altro che il passaggio che ha il dardo di fuoco generato dalla percussione dell’innesco).

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RADOM PISTOLS

Il brevetto di questa semi-automatica, venne concesso l’8 febbraio con un risultato abbastanza scadente se guardiamo gli standard di oggi; infatti l’arma era priva di leva abbatticane però poi fortunatamente fu introdotta successivamente, grazie alle modifiche apportate nel tempo che non fu neanche l’unica, infatti possiamo notare che l’arma è priva di spigoli vivi perchè furono apposta smussati per agevolare il tiratore visto che a quel tempo erano considerate un pericolo; inoltre fu modificato anche il profilo del carrello. La Radom è un arma basata sulla celeberrima Browning HP e credo anche adotti lo stesso sistema di funzionamento, e anche la canna gli somiglia abbastanza, un altro particolare è la sicura al percussore che fa sì che l’arma non spari se non è impugnata bene;(questa sicura è molto presente anche nelle Colt 1911 dove possiamo trovare lo stesso “pulsante” da premere col palmo della mano, e stringere cosi da impugnare correttamente l’arma); in ultimo abbiamo lo smontaggio, che è un pò diverso a quello di una 1911 per via della modifica apportata cioè l’eliminazione dell’asta guida molla.

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AR70/90..(PICCOLO RIEPILOGO)

Come già detto nel articolo che feci anni fa, questo fucile d’assalto prodotto dalla fabbrica d’armi Pietro Beretta; prodotto in lamiera stampata con un funzionamento metastabile a ricupero a gas( il pistone è posizionato sopra la canna, a sua volta collegato a un gruppo otturatore collegato a una molla di ricupero). Il fucile può essere attrezzato con lanciagranate, esempio M230 da 40×46; oppure la nuova versione GLX-160; ma non solo c’è anche un altro lanciagranate che è il GLF-40;( che poi è un diretto derivato del modello CIS-40CL prodotto a Singapore); il particolare più interessante che questo fucile, che prestò servizio fino all’arrivo del ARX-160; e tutto quanto partì con qualche modifica esempio: il calcio abbattibile, la leva di armamento in posizione frontale, infine i ricevitori erano in polimero a differenza di quello del AR70/90 che erano in lamiera stampata credo…..

Per quanto riguarda le mire del AR 70/90 sono molto simili al fratello SC-70/90 cioè diottra pieghevole e maniglia di trasporto; una curiosità del modello SC, è la sicura meccanica che blocca in posizione d’apertura impedendo al tiratore di premere la leva di scatto evitando così spari accidentali…( anche sé in caso di caduta violenta dubito non parta il colpo però).

Per quanto riguarda il calibro è il 5,56×45(Il 223 Remington, che poi sarebbe la versione civile del 5,56×45 deriva dal calibro 222 Remington(oppure SS109 con palla camiciata da 62 grani). questa cartuccia F.M.J è una cartuccia standard per mitragliatrici leggere; fu progettata dalla Remington nel 1977 e adottata dalle forze dell’ ordine come munizione NATO nel 1980).

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DATI TECNICI SULLA P.08

Questa pistola semiautomatica nota anche come Luger P.08; ( l’arma di Lupen per intenderci!), presenta una chiusura geometrica a corto rinculo di canna,(questa chiusura permette che la canna rimanga saldamente collegata al carrello, anche dopo il proietto ha lasciato la canna; rinculando per un breve tratto insieme poi ovviamente carrello/ otturatore si libera mentre la canna si arresta, prima che il carrello arrivi a fine corsa espelle il bossolo spento, per poi andando a pescare una nuova cartuccia nel caricatore; per poi tornando in posizione iniziale).La canna è avvitata alla culatta con corrispettive alette laterali per lo scorrimento del otturatore; arrivando al fusto dell’arma è semplice e lineare in cui nella parte anteriore intenta nel sostenere canna e culatta, facilitando lo scorrimento; nella parte posteriore che ha la funzione di intercettare la sezione cilindrica alla cerniera centrale, al momento dello sparo viene disallineato del articolazione del ginocchiello;( queste sezioni cilindriche sono in piano sulla superficie di contrasto, zigrinate lateralmente che funziona come presa di armamento). La sicura posta sulla parte sinistra come la leva di smontaggio, ovviamente la sicura è meccanica agisce bloccando gli organi di scatto, venendo attivata abbassando la leva verso il basso.

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APPUNTO SULLA COLT WALKER

Questo revolver fu ideato e progettato dal genio di due persone; una è Samuel Colt e l’altra è il capitano dei Texas Ranger Samuel Walker, Colt in quel periodo era intento a ideare un revolver che in primo luogo camerasse un calibro diverso da quello del suo precedente revolver; perchè a quanto pare era sottopotenziato, infatti presero il calibro 36 sotto-potenziato(calibro della Colt Patterson); allungandolo, quindi vuol dire più polvere nera; e una gittata praticamente doppia;( pensate poteva freddare un uomo a cavallo, dalla distanza di 90 iarde cioè 82 metri); inoltre con l’avvento di questo revolver, Colt era concentrato anche a sostituire il vecchio modello 1805 U.S a pietra focaia. Purtroppo il capitano dei Texas Ranger mori in battaglia l’anno stesso del invenzione del revolver; però la sua invenzione fu utilizzata per un periodo lunghissimo, fino all’avvento del 357 magnum nel 1935 ( l’ideatore fu Elmer Keith su commissione della fabbrica Smith&Wesson). La Colt Walker uscì di scena come la pistola più potente di sempre;( per quel tempo ovviamente!), Oggi il suo valore si aggira sopra il Milione di dollari, essendo praticamente inesistente e introvabile…..

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FUCILE-LEE ENFIELD

Il LEE-ENFIELD è un fucile a otturatore girevole scorrevole di tipo mauser, con caricatore ad astuccio riempito con due stripper clip da 5 colpi.

Il primo fucile omologato nel 1895 fu praticamente identico al suo predecessore a polvere nera; il LEE-METFORD. Il nome fu preso dal suo progettista (JAMES PARIS LEE)PARIS progettò il sistema di chiusura del fucile, invece il passo di rigatura fu messo appunto da William Metford(che poi fu anche il progettista del predecessore a polvere nera). Questo fucile fu progettato per camerare la cartuccia a polvere nera 303BRITISH dopo svariati tentativi riuscirono a convertirlo per cartucce a polvere infumè (che una polvere a combustione rapida) in seguito a diverse modifiche nel 1906 fu adottata la versione MARK III; questo modello introdotto insieme alla baionetta P07. Il modello MARK III venne prodotto fino al 1953; gli inglesi vollero cambiare il munizione  perché poco precisa e poco performante, il problema stava nel ogiva tonda così prendendo spunto da un fucile tedesco in 7mm nel 1912 vide la luce la nuova munizione 276 ENFIELD sviluppata in collaborazione col modello 1913 ENFIELD.

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SIG210 VS BREN TEN

Questa pistola semiautomatica ad azione singola, anche soprannominata la ” ROLLS-ROYCE” delle semiautomatiche e rimasta in produzione fino al 1975 dal esercito svizzero. La SIG denominata 47/8 nella versione commerciale della 210, la versione 47/8 ebbe un seguito con la versione definitiva, che fu adottata definitivamente nel 1948 con la denominazione ufficiale di MOD49( il modello 47/8 venne accompagnata dalla sigla SP cioè SELBSLADE-PISTOLE, ANNO 1947 E CARICATORE DA 8 COLPI). La pistola venne progettata dall’ ingegnere Petter, il sistema di chiusura Petter che poi non è altro una variante del sistema BROWNING brevettato in Francia/svizzera sul modello 35; che nacque per sostituire il vecchio revolver d’ordinanza 1892. La 47/8 nacque per rimpiazzare la Luger che secondo l’esercito svizzero era troppo esile come potere d’arresto e inadeguata per l’utilizzo bellico.

BREN TEN

La Bren Ten è una pistola semiautomatica realizzata da Dornaus&Dixon, questi due progettisti per ideare il progetto andarono a chiedere consiglio a uno degli esperti dell’epoca cioè JEFF COOPER un comandante famoso per essere il padre del tiro a segno; il progetto iniziò prendendo una CZ75 modificandola pesantemente rendendola molto robusta e anche potente; Cooper insistette per la scelta del calibro, che doveva essere camerata in un calibro da fucile riadattato per arma corta denominato 40Special per poi rinominarlo 10mmAUTO come il nome dell’arma stessa che in principio si chiamava COMBAT SERVICE che dopo la nomina di 10mm auto divenne ufficialmente BREN TEN.

La Bren Ten fu la prima semiautomatica a camerare il 10x23mm o 10mm auto; adotta un funzionamento di tipo Browning Modificato; il sistema di sicura è molto simile a quello adottato da CZ in pratica grazie a una levetta posta sul fusto dell’arma quando è inserita blocca la catena di scatto e di conseguenza il grilletto( questo tipo di sicura permette di portare l’arma a cane armato con sicura inserita);avendo il cane esterno l’arma funziona sia in singola che in doppia azione, le guancette sono in nylon(credo non rimovibili) e le mire sono fisse.

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AK203…

Fucile nato per camerare il 7,62×39;( specifiche sul calibro: Il 7,62×39 è un derivato parziale del 7,92x33kurz ottenuto dalla riduzione del diametro del colletto e l’allungamento del bossolo, la cartuccia è formata da un bossolo in acciaio ramato con innesco BERDAN bifocale, con carica di 1,6 di polvere infume. con una pressione massima di 3.550 bar e una velocità di 715m/s. La prima mitragliatrice sovietica camerata per il 7,62, fu il modello 1945 o CKC; utilizzata anche per la mitragliatrice leggera RPD. Nel 1944 a causa della ingestibilità  del calibro e il forte rinculo, fu così che nel 1964 due progettisti si misero all’opera per creare una cartuccia che producesse meno rinculo ed era più gestibile al momento dello sparo; così nacque la 5,45x33mm(M74). QUESTA NUOVA CARTUCCIA ENTRO’ IN SERVIZIO NEL 1974 ASSIEME AL KALASHNIKOV (AK74). Il funzionamento di questo fucile è metastabile e come il fucile che andò a sostituire cioè l’AK47 non presenta problemi di inceppamento, dati dall’elevata temperatura che si genera all’interno della camera di cartuccia, soprattutto il modalità automatica. Inoltre è dotato di compensatore che riduce il rinculo e e una slitta piccatinny; due cose che il buon vecchio AK47 non aveva. Visto che siamo nel discorso vorrei parlare anche del programma Ratnik che è un sistema di combattimento della fanteria russa mirato a migliorarne l’efficacia e comprende: 10 sottosistemi e 59 singoli elementi, inoltre in questo programma erano iniziati i lavori a un prototipo cioè l’AK200( con questo nome c’è anche una vera e propria serie di fucili AK basati sul modello 74M camerato per la cartuccia 5,45x39mm.

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Remington 1890

Questo modello prodotto dalla Remington, era basato sul famigerato modello prodotto anche dal Colt 1873;( in pratica la copia quasi identica), ovviamente il modello è in azione singola con tamburo a 6 camere, fu prodotto in un solo calibro che poi era quello più usato cioè il 44-40( introdotto da Remington nel 1873), l’impugnatura di questo revolver era in gomma; che a mio vedere era molto meglio il modello 1888 che l’aveva in legno; la canna varia su due lunghezze sul telaio possiamo vedere stampato il calibro;( anche se non capisco questa scelta perchè la legge dice: le armi costruite antecedentemente al 1920 possono essere prive di contrassegni compresa la matricola; le armi antecedenti li 1890 sono considerate solo antiche). Oggi questo revolver è molto raro e quasi impossibile da trovare, se non qualche riproduzione di Uberti, ma un originale Remington varrebbe una cifra e farebbe molto gola ad un collezionista.

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NUCLEARE? ARGOMENTIAMO

In una reazione nucleare, abbiamo un componente chimico ad esempio il plutonio di cui il suo numero atomico è 94; questo componente che ho preso come esempio ha un isotopo che è un atomo che proviene da qualsiasi elemento chimico, ha la particolarità di mantenere gli stessi valori come: numero atomico, e di massa e anche la massa atomica;( solitamente espressa con la sigla D.A, e corrisponde alla massa del singolo elemento potendo assumere diversi valori). Un altro elemento che possiamo trovare è l’ uranio che fu identificato nel 1789, ricavato da un minerale l’uraninite; esso appartiene alla famiglia degli attinidi di cui sono compresi altri 15 elementi, il suo isotopo è il 235 e nella tavola degli elementi viene identificato con la lettera U.

Inoltre in una esplosione nucleare abbiamo dei valori che misurano la forza meccanica, se parliamo di megatoni, invece i chilotoni esprimono l’energia liberata al momento dell’esplosione. Abbiamo diversi ordigni, con diverse caratteristiche esempio: in una bomba termonucleare l’energia viene rilasciata quando atomi così detti leggeri si uniscono formandone uno pesate; però cè da fare un appunto l’esplosione generata prima da una deflagrazione poi da una detonazione, è una trasformazione chimico fisica che avviene in un lasso di tempo brevissimo, sprigionando un sviluppo di molta energia di gas; nel caso di un esplosione atomica la detonazione è solo la fase primaria della reazione; infatti la piccola quantità di esplosivo iniziale fa sì che l’elemento radioattivo di base come può essere l’uranio, si riunisca per generare una vera e propria reazione a catena.

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COME SI SMONTA LA COLT 1911?

RIMOZIONE DELLA SICURA:1: armare il cane

2: prendere con decisione la leva della sicura

3: tirarla dolcemente, muovendola a destra e sinistra per aiutarla ad uscire

rimozione del percussore o “cane”: armando il cane è possibile estrarre il perno di tenuta premendolo verso la destra, accompagnata da quello della sicura. Infine rimuovere il cane della sua sede;( chiamata anche noce) insieme alla barra di spinta.

rimozione della sede di alloggiamento della molla del cane: togliendo la berrettina di tenuta o piolo è possibile sfilare l’alloggiamento; ricordarsi in questo caso di tenere premuta leggermente la molla dello stesso.

estrazione del dente d’arresto e disconnettore: agendo sulla barra di spinta del cane, è possibile spingere fuori il dente d’arresto levando il perno di tenuta premendolo verso destra. Questa azione permetterà l’estrazione sia del dente d’arresto che del disconnettore.

rimozione del fermo del caricatore: premendo il pulsante che lo tiene il posizione;( chiamato anche fermo) del caricatore, allo stesso tempo bisogna ruotare il perno di bloccaggio dello stesso posto sul lato destro del corpo dell’arma.

rimozione del grilletto: arrivati qui è possibile togliere il grilletto dall’estremità posteriore del corpo dell’arma.

rimozione del fermo del castello e di quello della sicura: i due fermi possono essere estratti con facilità, estraendoli dalla parte posteriore della loro sede tubolare, sulla parte sinistra del corpo dell’arma.

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56-50 REMFIRE

Questa cartuccia venne progettata dalla Springfield Armony; circa nel 1861 per descrivere un pò la cartuccia posso dire che presenta un fondello a percussione anulare;( cioè la percussione avviene perifericamente dal bossolo); proprio come nel calibro 22, inoltre tutte due sono di tipo rimmed( in pratica non presenta scanalatura per l’estrattore, come ad esempio un bossolo rimmless che invece ne è dotata); questa cartuccia fu camerata in un famoso fucile nato 4 anni dopo,( fucile spencer); che fu anche il primo fucile a camerare una cartuccia metallica, però fu camerato in questa cartuccia solo inizialmente mi pare. Del 56-50 ( 13x29mm) esiste anche una versione a percussione centrale, dove l ‘innesco è posizionato al centro del fondello.

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MATEBA MTR-8

Quest’arma a detta mia abbastanza particolare, ma molto efficiente soprattutto per il tiro in ambito sportivo; l’arma che poi è un revolver progettato da Emilio Ghisoni con un funzionamento molto simile o quasi uguale ad un classico revolver, però in questo come oggi nei revolver RHINO by CHIAPPA firearms la canna è allineata con la parte inferiore del tamburo in asse anche con il calcio dell’arma, questo rende il rinculo;(movimento retrogrado compiuto dall’arma al momento dello sparo), più gestibile. Come tutti i revolver ha la possibilità di sparare in singola azione e anche in doppia azione,( anche la fase di riarmo è diversa dal classico revolver, che viene armato agendo sul cane; il Mateba viene armato grazie ad una leva posta sopra l’impugnatura proprio dietro il tamburo); il caricamento ha una particolarità cioè davanti al tamburo è posto un dischetto che funziona un pò come una speed loader,( senza questo elemento è impossibile agire sulla ricarica). Quest’arma è camerata in diversi calibri, perchè è anche possibile configurarla come un fucile, l’impugnatura è ergonomica e piacevole da usare, la sua popolarità durò per tutti gli anni 80′ definita anche come un arma futuristica, per poi andando a scemare agli inizi degli anni 90′.

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MICROGROOVE(La madre della rigatura multi-radiale)

Questo tipo di rigatura nacque intorno al 1950, la sua particolarità a differenza di una rigatura poligonale è che i principi sono molto meno in evidenza;( questo tipo di pieni sono sostanzialmente più stretti e meno pronunciati questa caratteristica causa minor attrito e la palla si deforma molto meno); inoltre offre migliore aderenza con le pareti della canna, infatti questa aderenza è proprio la chiave fondamentale di questa rigatura, ma qui cè anche il punto sfavore perchè avendo la canna sovradimensionata richiedeva proiettili in grado di riempire lo spazio tra i pieni( e non tutti andavano bene); le canne con rigatura tradizionale vengono definite anche di tipo Ballard che di media aveva 6 principi di rigatura, Marlin invece l’ideatrice del microgroove produceva semiautomatiche anche a 4 principi; infatti anche come scritto nel brevetto viene descritta come a 5 principi; questo tipo di rigatura è molto simile alla rigatura delle canne di un noto produttore(HERRY POPE); anche lui sostenitore e definita da lui ottima per il tiro al bersaglio.

Marlin inoltre presentò un fucile oggi storico il modello 336 con canna microgroove, un fucile a leva( la leva in questo caso ha triplice compito cioè armare la leva di scatto, espellere il bossolo spento e camerarne uno nuovo); un difetto di questi fucili è proprio il caricatore tubolare che può ospitare solo determinate cartucce; vorrei aggiungere anche un altro difetto per quanto riguarda la rigatura microgroove che a differenza di una di tipo Ballard da moltissimi problemi con palle di piombo, per via che la palla non riusciva a riempire bene gli spazi tra i pieni.

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LA PRIMA CARABINA PRODOTTA DA COLT

Differentemente dalle altre carabine come lei, prodotte in quel periodo questa presentava un cane esterno e il guardamano non faceva da leva d’armamento;( in quel tempo le armi lunghe, almeno le prime erano basati sul funzionamento dell’revolver quindi di tipo stabile); la maggior parte dei fucili di quel tempo ad esempio il Winchester 1860 il paragrilletto faceva da leva d’armamento, in gergo tecnico viene chiamato a ripetizione ordinaria, nel caso invece del fucile in questione funzionando come un revolver azionando la leva di scatto il tamburo gira, fino ad allinearsi con la canna, la capienza del tamburo sono 6 colpi, il fucile è ad anima liscia quindi essendo uno dei primi e sapendo quanto è difficile produrre anime lisce, non credo sia un campione di precisione anzi. Concludendo dico che di modelli colt 1839 ne furono prodotti pochissimi per il motivo che costava veramente tanto produrli; io so che vennero acquistati dagli Stati Uniti e forse da un altro stato…..

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STEYER 1885( UNA PARTICOLARITA’)

Questo fucile ha una particolarità; che poi è anche un punto forte anche del Garant infatti il sistema di caricamento è molto simile; nel sistema di caricamento Mallincher la clip veniva espulsa dalla parte superiore, e poteva essere inserita solo da un verso a differenza di altri fucili come il Garant;( già citato prima) la clip poteva essere inserita sia dall’alto cioè direttamente dalla culatta o camera di cartuccia, oppure dal basso come qualsiasi altro caricatore. Un altro aspetto interessante era la disposizione delle cartucce all’interno della clip, che erano disposte in maniera da risultare sfalsate e questo permetteva che l’ultima cartuccia esplosa contenuta nella clip veniva espulsa insieme a quest’ultima. Il fucile ha un sistema di tipo stabile( che come da definizione ha bisogno dell’ausilio del tiratore, che si occupa di mettere la cartuccia in camera; in questo caso parliamo del calibro 7,62x63mm o 30-06 SPRINGFIELD e chiudere la camera di cartuccia con un movimento rettilineo agendo sull’otturatore); la corsa dell’otturatore è di tipo Steyer cioè solo scorrevole, a differenza di quello Mauser che è anche girevole.

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VZ82 E QUALCHE SUA VARIANTE

Partendo dal principio, abbiamo la VZ50( o meglio CZ50 per il semplice motivo che la sigla VZ è già associata al fucile, sempre della stessa fabbrica); il funzionamento di questo primo modello è praticamente uguale a quello della CZ82, a massa battente che in poche parole,( in questo sistema non abbiamo vincolo meccanico, ma si basa sull’energia data dallo sparo che bilanciandosi per inerzia tra canna e carrello ponendo resistenza con una molla, detta di ricupero; quest’ultima ha il compito di portare in chiusura la canna e il carrello alla fine del ciclo di sparo); il progetto della CZ 50 partirono subito dopo la seconda guerra mondiale; furono subito camerate per 32 ACP o 9x17mm, in futuro poi ci fu anche un modello aggiornato della CZ50 che è il CZ70, fondamentalmente era più ergonomico e compatto con un estetica molto simile alla Walter PPK. Un altro modello è la CZ52 arma d’ordinanza( prima dell’arrivo della CZ82 ); questo modello inizialmente fu camerato per il 9x19mm, poi per oscuri motivi, credo politici dovettero ricamerare la stessa in un calibro minore cioè il 7,65×25 Tokarev; infine abbiamo il modello CZ82 che fu una novità che arrivò durante la guerra fredda, il primo prototipo di questa variante aveva una rigatura poligonale, ed era camerato per il 9×18 Makarov( calibro che rimase anche nel modello definitivo); la particolarità di questo modello era il caricatore, infatti proprio come in altri modelli tipo la Browning HP o la Savage 1907 le munizioni sono sfalsate dentro il caricatore, questo permette una maggiore fluidità nel passaggio in camera di cartuccia.

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ALCUNI SISTEMI DI CHIUSURA(METASTABILI)

Il sistema di chiusura per definizione è quel vincolo meccanico fra otturatore e vivo di culatta della canna; nelle armi i sistemi di chiusura sono ideati per consentirne il corretto funzionamento.

In questo articolo farò degli esempi di chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un altro esempio è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna.

Nelle armi corte invece abbiamo sistemi come quello di Browning modificato che a differenza del primo abbiamo la bielletta sotto la canna che ha il compito di disimpegnarla; un pò come nella Browning Hp35 una delle poche semiautomatiche che non ha bisogno di disconnettore perchè grazie a un gioco di piani inclinati riesce a disimpegnare il percussore dal sistema di scatto così da svincolare il carrello facendolo tornare in chiusura( quindi servirà ripremere il grilletto per espellere un altro colpo).

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Una buona semiautomatica con qualche difetto!

La Savage 1907, fu progettata per uso civile grazie alla sua praticità nello smontaggio,(senza attrezzi); il caricatore bifilare con un ordine delle cartucce di tipo sfarzato, innovazione che usò anche il progettista della FN in collaborazione con Browning; per la Browning HP. L’arma è composta da 37 componenti, fu camerata all’inizio per il calibro 32ACP(7,65X17mm), su questo c’è da fare un appunto perchè dopo la competizione, che ebbe con COLT per essere adottata come arma d’ordinanza;(dove purtroppo perse); siccome dopo la competizione riuscì ad ottenere un contratto militare per un adozione; l’esercito chiese di modificare l’arma facendola sparare in 45ACP(11,43X23mm). Benché fosse un ottima arma aveva alcuni difetti di progettazione;( mi pare però che i difetti che elencherò in seguito vennero risolti con la modifica del calibro); i difetti erano un pò ad esempio il grilletto era molto pesante per l’arma che era, in un arma corta il peso di scatto arriva di solito fino 6 massimo 8kg( se parliamo di semiautomatiche come DESERT EAGLE e parliamo di un calibro 50A.E); un altro difetto era il carrello che faticava ad andare in chiusura, ma questo credo sia un difetto strutturale perchè anche se c’entra poco il funzionamento che adotta l’arma fu usato anche da Beretta recentemente, quindi valido sotto tutti i punti di vista.

Nella chiusura a massa ritardata( o chiusura labile); l’otturatore comincia ad arretrare quando la pressione in camera è piuttosto alta, questo per evitare strappi del bossolo stesso; in fasi di estrazione del bossolo spento, di solito in questo sistema sono applicate delle delle leggere scanalature all’interno della camera per il convoglio dei gas, in modo che il bossolo non aderisca alle pareti o alla superficie interna della camera.

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MOSIN M1907

UN PICCOLO ACCENNO AL MOSIN NAGANT E AL FUCILE, PRIMA DI ENTRARE NEL VIVO DEL DISCORSO.

l Mosin-Nagant è un fucile di origine russa sviluppato verso la fine del 1800; e fu il fucile più prodotto con oltre 30 milioni di copie. Fu la soluzione per sostituire i vecchi fucili Berdan, quest’arma lunga è simile al modello Mauser 1898 tedesco; fu presentato dai due ideatori (IVANOVICH MOSIN E LEON NAGANT) nel 1889, il fucile aveva una rigatura destrorsa a 4 linee ed era in calibro 7,62x54mm.

IL FUCILE: Il modello 1907 è in pratica la variante del modello MOSIN NAGANT1897; fu prodotto nell’arsenale si IZHEVSK dal 1910-1917,(infatti a volte indicato come modello 1910); esiste una versione cinese che è il tipo 53 camerato per la cartuccia 7,62x53Rmm. Il fucile ha un caricatore da 5 colpi ed una rigatura destrorsa a 4 scanalature; questo modello entrò in sostituzione del modello 1897 perchè troppo lungo e pesante, e soprattutto scomodo a cavallo.

UN PO DI STORIA DELLA NASCITA DEL FUCILE: Nella storia i primi fucili vennero descritti verso la fine del 1400, ma un fucile simile a quello che conosciamo; ora dobbiamo aspettare il 1717 che poi fu anche l’adozione di tale arma da parte dei francesi, ma a parte questo la vera rivoluzione di tale arma avveni proprio col suo funzionamento in questo caso di tipo stabile dotato di un otturatore cilindrico che scorre e gira( in poche parole parliamo del sistema Mauser)..

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TORNIAMO A PARLARE DI ANIMA LISCIA

Diversamente dal anima rigata che il calibro viene ricavato dai pieni di rigatura; nel anima liscia corrisponde al numero di sfere ricavate da una libbra di piombo aventi lo stesso diametro; per quanto riguarda la stabilizzazione del proietto, visto che parliamo di anima liscia quindi la rigatura è assente si possono usare delle alette stabilizzatrici che però peccano un po’ sulla precisione del tiro……. per quando riguarda gli elementi essenziali come la canna, la definizione non cambia cioè rimane sempre il nostro tubo metallico sufficientemente resistente, di cui il diametro ne delimita il calibro( in parte se parliamo di anima liscia); comunque il compito fondamentale della canna è proiettare e dirigere, se quest’ultima viene rivolta contro un bersaglio si dice puntamento. All’interno della canna possiamo trovare i seguenti componenti: LA CAMERA DEL BOSSOLO: pressoché sempre di forma cilindrica( nelle armi ad anima rigata ha una lieve svasatura troncoconica per facilitarne l’estrazione). Parlando di cartucce nel anima liscia abbiamo attualmente un unico formato che è il 209; per ogni tipo di formato ci sono sempre due gradi di potenza che sono: REGULAR E MAGNUM questo va in base alla quantità di carica usata ovviamente; la cartuccia ovviamente è rimmed quindi non ha scanalatura per l’estrattore, ma solo un orlatura permette all’ estrattore di espellerla finito il ciclo di sparo.

BASCULA:La bascula è un blocco in acciaio, che viene fissato al calcio e successivamente vengono incernierate le canne grazie a dei ramponi, la cosi detta ramponatura è la conformazione dei cosi detti tenoni in relazione alle bascule in cui si accoppiano; questi elementi ne permettono la rotazione ne permettono anche la chiusura, dando una situazione solida e sicura allo sparo. Per fare tutto ciò abbiamo una chiave che permette l’apertura, quindi lo svincolo delle canne che ruotano grazie ad un perno trasversale facendo leva sulla cerniera; oltre a questo nei fucili moderni possiamo trovare i sistemi di percussione e scatto e questa prende il nome di batteria; quello che tiene insieme il tutto è la croce che non essendo visibile dall’esterno perché è incassata nel paramano. Quando si spara le forze che entrano in gioco coi fucili basculanti sono essenzialmente due cioè assiale quando la proiezione è davanti il piano di bascula, e rotativa quando in pratica le canne tendono ad andare verso l’alto. Parlando di congegno di sparo nei fucili baculanti possiamo definire quelli di tipo Anson che stanno nel vivo della bascula, poi abbiamo quelli di tipo Holland&Holland che sono meccanismi riportati all’esterno della bascula; per poi andare al congegno di alimentazione che nei fucili basculanti è definito come tipo Enfield cioè prismatico tubolare; parlando di percussione invece abbiamo la più comune usata anche in molte armi corte cioè quella a battuta. In conclusione abbiamo la sicura che nei fucili ad anima liscia almeno un tempo teneva in blocco solo la leva di scatto o grilletto non permettendo cosi una sicurezza totale in caso di caduta, ma questo nelle armi vecchie però possiamo dire due tipi di sicura che spiegherò prossimamente che sono quello di tipo Greener e quella di tipo Anson.

SISTEMA ANSON DELEEY: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).

SISTEMA GREEENER: La sicura greener usata comunemente usata nei fucili basculanti ad anima liscia, questo sistema di chiusura è posto sulla sinistra dell’arma e grazie a un bottone che scorre avanti e indietro va a bloccare il sistema di scatto e di conseguenza impedisce alla leva di scatto(grilletto) di arrivare a fine corsa dando inizio al cinematismo di sparo.

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DROR VS M240

Questa interessante mitragliatrice, anche se basata sul modello 1941 Johnson infatti se andiamo a guardare il modello Dror è a tutti gli effetti il modello 1944; ma aveva dei difetti uno dei quali era proprio il calibro, che nel primo lotto quando le mitragliatrici era camerate per il 303 British( nasce nel 1888 a polvere nera ma poi modificata a polvere infume; con palla spitzer nel 1910. Questa configurazione permetteva più velocità(superiore ai 700m/s) confronto a quella a polvere nera che ne faceva un po’ più di 600m/s; il 303 British ha un collarino flangiato con un energia cinetica alla bocca di 309 kg e una pressione massima vicina ai 2700 bar, e con un innesco boxer e fu la prima cartuccia inglese con palla blindata; nata per lo più per impiego militare). Ebbe un sacco di problemi soprattutto nella fase di alimentazione, ed il motivo era semplice, in pratica il modello su cui si basava essa non era concepito per tale calibro, infatti poi quando fu camerata per 8mm mauser problemi non ne aveva( anche se non possiamo paragonarla ad altre mitragliatrici come esempio MG34, che come funzionamento era di livello decisamente superiore); i lati positivi di quest’arma erano: sicuramente il cambio rapido della canna, il caricatore laterale( ma solo perchè a me piace molto), inoltre il caricatore era quello dell’ BAR semplicemente riadattato; come costruzione era molto rozza forse perchè costruita in un contesto clandestino, e basta guardare una foto per vedere le saldature in rilievo e altre pecche che denotano la poca finezza in costruzione.

M240

progettata prendendo spunto da diverse armi automatiche come l’M42 e il BAR1918 che nasce come arma standard adottata dal esercito americano alla fine degli anni 70; l’arma è affidabile inoltre può essere impostata tramite selettore di tiro che varia la velocità ciclica; il suo sistema di funzionamento è metastabile a presa a gas e spara ad otturatore aperto, i pezzi comprese le parti essenziali d’arma sono intercambiabili con tutte le mitragliatrici FN, ed è capace di sparare e ovviamente camerare quasi tutte le munizioni 7,62(anche se lei nasce con la munizione 7,62x51mm NATO).

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AGGIORNAMENTO DEL FUCILE M24

QUESTA VERSIONE AGGIORNATA E MODIFICATA DEL M24 CHE FU PRODOTTA DALLA SAGE INTERNATIONAL BASANDOSI SUL FUCILE MARKSMAN; E IN DOTAZIONE DAL 2008 AI MARNES AMERICANI DI CUI NE FECERO UN BREVE UTILIZZO MI PARE IN AFGANISTAN.

Il fucile in questione è M39 che fu camerato per la munizione 7,62x51mm(308Winchester che è la versione civile); il suo funzionamento è metastabile a presa a gas a otturatore rotante; è dotato di slitta piccatinny per i vari accessori tipo ottica o torce tattiche; il suo peso non è eccessivo e si aggira intorno ai 7,5kg, e il caricatore staccabile ospita 20 cartucce che hanno una velocità alla bocca al momento dello sparo di circa 850m/s.

ARMIERE GUNS
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M60 VS M240( MITRAGLIATRICI)

Oggi parliamo tranquillamente di una delle migliori mitragliatrici, progettata prendendo spunto da diverse armi automatiche come l’M42 e il BAR1918 che nasce come arma standard adottata dal esercito americano alla fine degli anni 70; l’arma è affidabile inoltre può essere impostata tramite selettore di tiro che varia la velocità ciclica; il suo sistema di funzionamento è metastabile a presa a gas e spara ad otturatore aperto, i pezzi comprese le parti essenziali d’arma sono intercambiabili con tutte le mitragliatrici FN, ed è capace di sparare e ovviamente camerare quasi tutte le munizioni 7,62(anche se lei nasce con la munizione 7,62x51mm NATO). La M60 fu introdotta nel 1957 (come completamento del nuovo fucile M14)è il risultato di un lavoro iniziato alla fine della seconda guerra mondiale. La sua prima versione sperimentale detta TT44, era in parole povere il nastro del MG42 con l’ organizzazione del FG42.La mitragliatrice M60 impiega un otturatore del tutto simile a quello del FG42, impiegato dai paracadutisti nella 2° guerra mondiale. Fu anche la  prima ad avere il ricambio rapido della canna; negli anni 80 la mitragliatrice M60 fu lentamente rimpiazzata dalla M249 per la migliore mobilità nel utilizzo, comunque la M60 godeva di più precisione nel tiro, e nella gittata più lunga infatti nei veicoli si e deciso di montare l M60 invece di sostituirla con mitragliatori  in calibro 5,56×45 come la M249. Ci furono versioni anche modificate della M60, tipo la m60C destinata ad un impiego su elicotteri ,esiste pure una versione modificata detta M238 usata su mezzi pesanti terrestri (tipo carro armati). La M60 fu prodotta inizialmente dal arsenale di Springfield poi in seguito prodotta  in scala più vasta di circa 225000 esemplari dalla Maremont Corporation , ancora oggi rimane in servizio nel corpo dei NAVY SEAL come arma da portellone degli elicotteri. Tutta via dopo un uso ancora molto diffuso tra i corpi prettamente militari e con la sua alimentazione a nastro a otturatore aperto raffreddato ad aria camerato per la munizione 7,62×51,la tendenza rimane un arma affidabile.

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M27 INFANTRY AUTOMATIC RIFLE

Questo fucile d’assalto, progettato per sostituire la mitragliatrice M249 anche denominata MINIMI; per avere un modesto rateo di fuoco e una maggiore portabilità e manovrabilità nell’uso e anche precisione, ma con un rateo di fuoco minore rispetto alla M249.

Il progetto iniziò nel 2008 l’idea in fase di progettazione era di fare una mitragliatrice che aveva tutte le caratteristiche di manovrabilità e portabilità, ma con caricatori da 100 colpi che poi si dimostrarono inaffidabili; infatti poi tornarono ai classici 30 colpi con caricatori STANAG( i caricatori di questo fucile sono compatibili con tutti quelli di standard NATO, e compatibili anche con accessori di M4 o M16); L’M27 ha un ergonomia molto simile all’M16A4 e deriva dal fucile sempre H&K il G36; si perché M27 è la denominazione americana dell’H&K416.

M27 è un arma leggera in 5,56×45 con un funzionamento metastabile a pistone a gas a otturatore rotante; la canna rispetto a un M4 è più lunga per la dispersione di calore; adotta un selettore di fuoco in tre posizioni(AUTOMATICO-SEMIAUTOMATICO-SICURA); il peso a vuoto è di 3,6 kg e un rateo di fuoco di 700/900 colpi al minuto; entrò in servizio nel 2010.

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MARLIN 336

Questo fucile introdusse il 44magnum nel 1960; inoltre in questo fucile Marlin incorporò la rigatura microgroove;(Questo tipo di rigatura nacque intorno al 1950, la sua particolarità a differenza di una rigatura poligonale è che i principi sono molto meno in evidenza;( questo tipo di pieni sono sostanzialmente più stretti e meno pronunciati questa caratteristica causa minor attrito e la palla si deforma molto meno); inoltre offre migliore aderenza con le pareti della canna, infatti questa aderenza è proprio la chiave fondamentale di questa rigatura, ma qui cè anche il punto sfavore perchè avendo la canna sovradimensionata richiedeva proiettili in grado di riempire lo spazio tra i pieni( e non tutti andavano bene); le canne con rigatura tradizionale vengono definite anche di tipo Ballard che di media aveva 6 principi di rigatura, Marlin invece l’ideatrice del microgroove produceva semiautomatiche anche a 4 principi; infatti anche come scritto nel brevetto viene descritta come a 5 principi; questo tipo di rigatura è molto simile alla rigatura delle canne di un noto produttore(HERRY POPE); anche lui sostenitore e definita da lui ottima per il tiro al bersaglio.)Il funzionamento di quest’arma lunga è rapido è veloce; l’azione è a leva quindi quest’ultima ha il triplice compito di armare la leva di scatto, espellere il bossolo spento( ricordo che una delle particolarità di questo fucile è proprio l’estrattore molto potente, in acciaio stampato posizionato sulla sinistra); ma un difetto delle armi come queste a caricatore tubolare sono le poche cartucce che può contenere, per via del poco spazio. Il 336 Marlin fu prodotto ininterrottamente dalla metà degli anni 40′ fino ad aggi; addirittura Ruger lo rimise in produzione nel 2021.

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NEOPUP(PAW20)

Questo è un lanciagranate prodotto in serie limitata dalla DANIEL PMP;(che è un associazione aerospaziale militare di proprietà statale); il suo funzionamento è molto simile a quello di un AK47; si suppone che il concetto di questa modalità di funzionamento così detta metastabile, fu ideata da VON DRAYSE per la sua pistola ad ago.. però cè anche da dire che il concetto di DRAYSE non si basa totalmente sul sistema in sé ma più sul otturatore rotante. La sua cartuccia da 20mm appositamente scelta per un concetto balistico rilevante cioè la traiettoria, che sembra apparire più tesa; le granate sparate da quest’arma possono essere disponibili in tre tipi:

HIGH- EXPLOSIVE

SEMI-ARMONY PERCING

ARMONY PERCING CAPPED

Solitamente l’esplosivo usato in queste granate è un miscuglio tra due sostanze cioè: 70% di RDX conosciuto anche come T4; ( che è un derivato della Ciclonite in pratica un composto che risale a dopo la metà del 1800 però all’epoca troppo costoso per poterlo impiegare e usare soprattutto) poi abbiamo un 30% di HEXAL P30.

L’arma in se è meno complicato di un lanciagranate americano, può montare un ottica grazie alla slitta piccatiny, in grado di abbattere facilmente un corazzato ma con un unico difetto, cioè l’espulsore che essendo puntato proprio sulla faccia del tiratore;( non è carino non credete!!? comunque credo sia un difetto di progettazione); in fine questo lancia granate è una via di mezzo tra un fucile e appunto un lanciagranate; è di facile puntamento e la velocità ciclica e molto rispettabile; con una ricarica rapidissima.

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BREN 805 vs ACR

Il Bren 805 è un fucile d’assalto costruito dalla CZ; il calibro dell’arma varia col cambio della canna che è anche un punto a favore perchè è molto intuitivo e veloce( ovviamente essendo due calibri diversi, cambia anche la camera di cartuccia e di conseguenza il caricatore); i due calibri sono: il 7,62×39(Il 7,62×39 è un derivato parziale del 7,92x33kurz ottenuto dalla riduzione del diametro del colletto e l’allungamento del bossolo, la cartuccia è formata da un bossolo in acciaio ramato con innesco BERDAN bifocale, con carica di 1,6 di polvere infume. con una pressione massima di 3.550 bar e una velocità di 715m/s. La prima mitragliatrice sovietica camerata per il 7,62, fu il modello 1945 o CKC, e fu utilizzata anche per la mitragliatrice leggera RPD. Nel 1944 a causa del in gestibilità  del calibro e il forte rinculo, fu cosi che nel 1964 due progettisti si misero all’opera per creare una cartuccia che producesse meno rinculo ed era più gestibile al momento dello sparo; cosi nacque la 5,45x33mm(M74). QUESTA NUOVA CARTUCCIA ENTRO’ IN SERVIZIO NEL 1974 ASSIEME AL KALASHNIKOV (AK74); l’altro calibro è il 7,62x51mm o 308 Winchester;(Questa cartuccia che nacque con la sigla militare 7,62X51MM O 7,62NATO;fu progettata nel 1952 per migliorare il cameramento e l’estrazione in fucili ad otturatore Mauser, in fase di progettazione presero spunto da una cartuccia sperimentale, nominata T65 che era molto simile al 300 Savage; a differenza che il 308Winchester aveva una forma allungata di tipo rimmed con una balistica molto simile al 30-06(7,62x63mm). Il fucile ha un funzionamento metastabile a presa a gas;(chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un esempio come nel nostro caso è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna).

ACR COMBAT RIFLE

Prodotto dalla BUSHMASTER FIREARMS INTERNATIONAL; e progettato nel 2006 dalla MAGPUL, questo fucile d’assalto a funzionamento metastabile a presa a gas a otturatore rotante; presenta particolarità che è l’affidabilità data dal design del porta otturatore che è multi calibro; ma la modifica più importante apportata a questo fucile fu la spostamento della leva dell’otturatore a 7 tenoni radiali, cè anche da dire che il tubo della presa a gas è integrata nella canna in acciaio, realizzata per rotomartellatura a freddo con rompifiamma per il montaggio di silenziatore; l’impostazione di questo fucile a due semi castelli è praticamente quella del famigerato M16 anche il pacchetto di scatto è lo stesso, inoltre il caricatore in stile STANAG 4179 è anche lui compatibile col M16.

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Rigatura tradizionale VS Multi radiale

RIGATURA TRADIZIONALE

La rigatura è formata da solchi elicoidali, detti principi che si trovano all’interno della canna; che possono essere divisi in pieni di rigatura che permettono il forzamento del proiettile e incidono il proiettile coi bordi taglienti; poi ci sono i vuoti di rigatura che sono solchi impressi durante la lavorazione per mettere in evidenza i pieni. La distanza tra pieni di rigatura è detta calibro(la rigatura in qualche modo è proporzionata al peso del proietto e la sua lunghezza) esistono sostanzialmente 3 tipi di rigatura che sono: PROGRESSIVA quando le righe sono decrescenti verso la volata, e in questo caso l’intaglio di rigatura è meno marcato. ELICOIDALE quando la rigatura è costante per tutta la lunghezza della canna(esistono pure rigature poligonali che in pratica hanno un solo bordo). La rigatura viene caratterizzata dalle righe e dal passo di rigatura, che può essere destrorso o sinistrorso e questo dipende dalla scelta del produttore; il numero delle righe può andare da 3 a 6 per arma corta e in casi eccezionali fino a 16 per arma lunga(un calcolo sbagliato delle righe può incidere sulla stabilità del proietto).

APPROFONDIMENTO

La rigatura non è altro che un insieme di solchi detti principi tracciati all’interno della canna; di quest’ultimi possiamo avere due tipi: i pieni di rigatura cioè grazie ai dei solchi primitivi abbiamo dei bordi taglienti in grado di incidere il proietto;( una volta impegnato nelle righe il proietto viene intagliato grazie alla pressione iniziale, che ne consente il forzamento); oppure possiamo avere i vuoti di rigatura che non fanno altro che dare risalto ai pieni. Il senso della riga è quello che darà anche il verso di rotazione al proietto; però l’inclinazione che parte dalla culatta può essere in due modi: elicoidale quando è costante per tutta la sua lunghezza, oppure progressiva che nasce con lo scopo di minimizzare le pressioni e tenerle a livelli accettabili grazie all’ inclinazione della riga variabile; comunque si dice progressiva quando la rigatura è crescente verso la volata. Il verso della riga è a scelta del produttore e può essere destrorso o sinistrorso; che dal punto di vista tecnico strutturale è pressoché indifferente, ma visto che in una rigatura sinistrorsa bisognerebbe compensare per via di un errore provocato dalla pressione di scatto; e questo è il motivo cardine per cui si preferisce una rigatura destrorsa. Per quanto riguarda la lavorazione, in particolare i macchinari esiste si un metodo tradizionale che consisteva di ricavare degli intagli singoli nella canna; ma sappiamo che se guardiamo indietro nel tempo negli ultimi 300 anni ci sono stati una moltitudine di esperimenti per migliorare le forme delle rigature poligonali( sono quelle rigature con un solo bordo); a canne cilindriche ovalizzate solo sul andamento a spirale; inoltre in una rigatura poligonale abbiamo angoli meno profondi, infine due metodi più usati oggi: la brocciatura che avviene per mezzo di una broccia in acciaio temprato, dotato di anelli taglienti all’ interno che vanno dal più grande al più piccolo che intagliano la canna in maniera progressiva; un altro metodo è quello della rigatura cosi detta poligonale cioè viene inserito un mandrino all’interno della canna, per poi essere martellata all’ esterno finché il diametro interno non si riduce, infine viene rimosso il mandrino ottenendo una canna rigata; ma il lavoro non finisce qui visto che poi bisognerà rimuovere i segni di martellatura dalla canna.

MICROGROOVE

Questo tipo di rigatura nacque intorno al 1950, la sua particolarità a differenza di una rigatura poligonale è che i principi sono molto meno in evidenza;( questo tipo di pieni sono sostanzialmente più stretti e meno pronunciati questa caratteristica causa minor attrito e la palla si deforma molto meno); inoltre offre migliore aderenza con le pareti della canna, infatti questa aderenza è proprio la chiave fondamentale di questa rigatura, ma qui cè anche il punto sfavore perchè avendo la canna sovradimensionata richiedeva proiettili in grado di riempire lo spazio tra i pieni( e non tutti andavano bene); le canne con rigatura tradizionale vengono definite anche di tipo Ballard che di media aveva 6 principi di rigatura, Marlin invece l’ideatrice del microgroove produceva semiautomatiche anche a 4 principi; infatti anche come scritto nel brevetto viene descritta come a 5 principi; questo tipo di rigatura è molto simile alla rigatura delle canne di un noto produttore(HERRY POPE); anche lui sostenitore e definita da lui ottima per il tiro al bersaglio.

ULTERIORI CURIOSITA’

Durante la fase di sparo in questo caso balistica interna abbiamo un fenomeno di combustione dato dalla povere a contatto della fiamma generata dall’innesco quando viene percosso; le conseguenze che avvengono molto rapidamente al momento che noi premiamo la leva di scatto si possono dividere in tre fasi che sono: la fase pirostatica, quella pirodinamica e in ultima l’espansione dei gas queste tre fasi si generano con la combustione della polvere che brucia in maniera perpendicolare al bossolo stesso; una vota entrato nella rigatura il proietto gli viene impressa una rotazione che servirà allo stesso per stabilizzarsi, oggi abbiamo proiettili molto aereodinamici un esempio classico sono i BOAT-TAIL di cui la coda dello stesso ha una forma molto affusolata, rispetto i classici bossoli.

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44 AMP

Questo calibro molto potente venne ideato per essere camerato nella semiautomatica, AUTOMAG M-180( che è una semiautomatica a presa a gas con sistema metastabile, quest’arma ha una particolarità molto simile al fucile d’assalto AR-15, questa similitudine sta nel sistema di bloccaggio del otturatore, che come detto poco fa è quasi uguale). La cartuccia venne commercializzata nel 1971; l’idea del creatore era di ridurre di 33 cm la lunghezza di un bossolo 7,62×51 in modo da metterci una palla di calibro 44 magnum, cosi facendo venne alla luce un 44 rimless a differenza del famoso 44 magnum ideato da ELMER KEITH (10,9X33R), che era rimmed.

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UN FUCILE CZ

Il Bren 805 è un fucile d’assalto costruito dalla CZ; il calibro dell’arma varia col cambio della canna che è anche un punto a favore perchè è molto intuitivo e veloce( ovviamente essendo due calibri diversi, cambia anche la camera di cartuccia e di conseguenza il caricatore); i due calibri sono: il 7,62×39(Il 7,62×39 è un derivato parziale del 7,92x33kurz ottenuto dalla riduzione del diametro del colletto e l’allungamento del bossolo, la cartuccia è formata da un bossolo in acciaio ramato con innesco BERDAN bifocale, con carica di 1,6 di polvere infume. con una pressione massima di 3.550 bar e una velocità di 715m/s. La prima mitragliatrice sovietica camerata per il 7,62, fu il modello 1945 o CKC, e fu utilizzata anche per la mitragliatrice leggera RPD. Nel 1944 a causa del in gestibilità  del calibro e il forte rinculo, fu cosi che nel 1964 due progettisti si misero all’opera per creare una cartuccia che producesse meno rinculo ed era più gestibile al momento dello sparo; cosi nacque la 5,45x33mm(M74). QUESTA NUOVA CARTUCCIA ENTRO’ IN SERVIZIO NEL 1974 ASSIEME AL KALASHNIKOV (AK74); l’altro calibro è il 7,62x51mm o 308 Winchester;(Questa cartuccia che nacque con la sigla militare 7,62X51MM O 7,62NATO;fu progettata nel 1952 per migliorare il cameramento e l’estrazione in fucili ad otturatore Mauser, in fase di progettazione presero spunto da una cartuccia sperimentale, nominata T65 che era molto simile al 300 Savage; a differenza che il 308Winchester aveva una forma allungata di tipo rimmed con una balistica molto simile al 30-06(7,62x63mm). Il fucile ha un funzionamento metastabile a presa a gas;(chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un esempio come nel nostro caso è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna). In fine c’è il caricatore che è Stanag:

(caricatori sono essenziali per un arma, sono anche impropriamente chiamati serbatoi ma alla fine sono involucri o contenitori dove al suo interno ci stanno le cartucce che verranno sparate dall’arma; ne esistono diversi tipi oggi ma le due distinzioni più ovvie sono due cioè il tipo Mallincher cioè a pacchetto, oppure a lamina o molla per il tipo Mauser).

Oggi ne esistono di tutti i tipi e forme di cui potremmo accennare quello del Thomson a tamburo con capienza massima di 90 colpi; quelli rappresentati in foto cioè di tipo Stanag oppure se andiamo in armi corte cioè pistole i caricatori si dividono in monofilari e bifilari; e voi mi direte ma i revolver? ecco per i revolver si usano gli Speedloader o carichini che servono a minimizzare il tempo di ricarica riempiendo in una volta tutte le camere del tamburo.

In passato venivano usate piastrine o stripper clips direttamente nella culatta dell’arma; un esempio classico può essere la Steyer M1912 oppure un esempio per la piastrina può essere il Garant infatti quando sparavano l’ultimo colpo la piastrina saltava facendo quel rumore metallico famoso). Concludendo il fucile esteticamente è carino e meccanicamente è fatto bene……

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MODELLO 686 VS MODELLO 57

Questo revolver nasce per camerare il calibro 357 magnum; molto simile al modello 586( che è un revolver a 6 colpi che subì qualche modifica tra il 1986 e il 1994 un di queste è l’estrattore a stella);il telaio è una via di mezzo tra il (K) usato per calibri come il 38 special, ed il tipo (N) celebre per il modello 29 che aveva quel tipo di telaio. Il telaio del modello 686 fece la sua apparizione negli anni 80, l’arma è in acciaio inossidabile in origine disponibile con canna da 102 e 152mm poi nel 1990 usci la versione da 63,5mm.

Nel aprile del 1964 Remigton ha risposto introducendo la cartuccia 41 magnum, e in concerto Smith e Wesson ha lanciato il modello 57. è stato introdotto con barre da 4-6-6.1/2 e 8-3-8 in entrambe le finiture in blu nichelato utilizzando il telaio “N” di S&W, il modello 57 è stato uno dei prodotti più importanti della società, offrendo ottime vestibilità e finiture, fondamentalmente e la stessa pistola del modello 29″ ad eccezione che il modello 29 camera il 44 e non il 41 magnum. il primo revolver in 41 magnum è stato il modello 57 con telaio  “N” della S&W derivato dal modello 29 in 44 magnum; al momento la casa Springfield produce nella gamma classic. il 57 con canna da 4o6 pollici tacca di mira regolabile o spinato, guancette target zigrinate a base piana , brunito lucido o nichelato.il modello totalmente in acciaio detto modello 657 prodotto in un numero limitato in calibro 41 magnum con caratteristiche della serie sono: la canna da 7,5 pollici con cameratura del estrattore che si protrae  fino alla volata. introdotto 1986, nel 1988 fu introdotta la versione con canna da 102millimetri. apparve per l ultima volta nel catalogo S&W nel 1993 poi uscito di produzione.

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CZ75 CON QUALCHE CHIARIMENTO

La CZ75 fu una pistola che fece molto successo, sia nel esercito Cecoslovacco dove nasce( infatti all’inizio il suo utilizzo era prettamente militare); sviluppata dai fratelli Kuocky, l’arma adotta un sistema di tipo PETTER( che prevede un collegamento tra canna e carrello, e l’abbassamento del cane è provocato da un gioco di piani inclinati, che va a urtare il blocchetto opportunamente sagomato e fissato sul fusto); oltre al sistema che è una variante del sistema Browning, l’arma utilizza una sicura vista anche nelle armi Beretta che è la leva abbatticane( permette il porto in sicurezza con cane armato); le prime versioni di questa pistola non avevano sicura al percussore, e inoltre il primo colpo era in singola azione. La CZ75 fu adottata e camerata in diversi calibri tra cui il 7,65x25mm che è una cartuccia prodotta nel 1930 per l’esercito russo di tipo rimmles; questa munizione divenne famosa perchè fu camerata in una semiautomatica storica che è la Mauser C96, che inoltre esiste una variante interessante di origine spagnola, che condivide anche lo stesso calibro cioè l’Astra900.

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APPUNTO TECNICO SULLA M1912

Questa semiautomatica sfrutta un sistema di chiusura che favorisce notevolmente la precisione, infatti adottato anche da altre case produttrici come Beretta con la 8000; il sistema in questione è quello rototraslante che funziona così: durante lo sparo la canna e il carrello sono vincolati insieme da tre tenoni, disposti a centoventi gradi, consentendone l’arretramento solidale; ed dall’altra parte il movimento rotatorio determina lo svincolo di canna e carrello;(che in precedenza erano vincolati), per poi continuare il processo di sparo fino a tornare in posizione iniziale pronta per il colpo successivo. Ovviamente questa semiautomatica è a corto rinculo di canna quindi la corsa del carrello sfrutta solo un quarto della lunghezza della cartuccia; a differenza del lungo rinculo è per l’intera misura della cartuccia; arriviamo dunque al difetto più grande di questa pistola, che benché il sistema di chiusura come già detto favorisca molto la precisione; la sua conformazione la svantaggia parecchio soprattutto l’impugnatura dritta perpendicolare all’asse della canna dando difficoltà se vuoi fare tiro mirato; ma non è tutto infatti pure la ricarica è parecchio scomoda e neanche molto intuitiva se dobbiamo paragonarla ad armi recenti;( avviene tramite stripper clip da otto colpi, questo per via del caricatore fisso integrato nell’arma).

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DROR 303

Questa interessante mitragliatrice, anche se basata sul modello 1941 Johnson infatti se andiamo a guardare il modello Dror è a tutti gli effetti il modello 1944; ma aveva dei difetti uno dei quali era proprio il calibro, che nel primo lotto quando le mitragliatrici era camerate per il 303 British( nasce nel 1888 a polvere nera ma poi modificata a polvere infume; con palla spitzer nel 1910. Questa configurazione permetteva più velocità(superiore ai 700m/s) confronto a quella a polvere nera che ne faceva un po’ più di 600m/s; il 303 British ha un collarino flangiato con un energia cinetica alla bocca di 309 kg e una pressione massima vicina ai 2700 bar, e con un innesco boxer e fu la prima cartuccia inglese con palla blindata; nata per lo più per impiego militare). Ebbe un sacco di problemi soprattutto nella fase di alimentazione, ed il motivo era semplice, in pratica il modello su cui si basava essa non era concepito per tale calibro, infatti poi quando fu camerata per 8mm mauser problemi non ne aveva( anche se non possiamo paragonarla ad altre mitragliatrici come esempio MG34, che come funzionamento era di livello decisamente superiore); i lati positivi di quest’arma erano: sicuramente il cambio rapido della canna, il caricatore laterale( ma solo perchè a me piace molto), inoltre il caricatore era quello dell’ BAR semplicemente riadattato; come costruzione era molto rozza forse perchè costruita in un contesto clandestino, e basta guardare una foto per vedere le saldature in rilievo e altre pecche che denotano la poca finezza in costruzione.

Una cosa per me molto interessante è il calibro del modello adottato in seguito cioè l’FN-Mle D, infatti il 7,65x53BELGIAN( copia di un vecchia licenza firmata da Colt in passato); è una cartuccia a polvere infume, ricordo che la polvere infume o PADRE B fu introdotta per la prima volta della munizione 8mm Mauser; comunque tornando al 7,65 fu commercializzata fino al 1965, si tratta in pratica di un 30-06 adattato e dimensionato, di tipo BELTED,(l’ appoggio in camera è netto e rimarcato grazie alla fascia rinforzata sotto la scanalatura). Il 7,65×53 fu introdotto col fucile M1889.

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FUCILE BERDAN(anche un pò di tecnica costruttiva)

Questo fucile di provenienza un pò americana e un pò russa; fu costruito in diverse versioni sia il primo modello, che poi quello successivo: il primo modello venne alla luce nel 1868 grazie a Colt che fu la casa produttrice, il secondo invece due anni dopo e questo ad otturatore Mauser ( anche se un pò buffo perchè la maniglia dell’otturatore, ha una forma che sembra una pera); l’otturatore è in pratica un cilindro cavo, munito di guide, di cui una per contenere l’estrattore a gancio in pratica quando il tiratore, fa il movimento di tirare a se la leva questo spinge grazie a una molla ad aspirare opponendo forza alla cartuccia per essere espulsa. Il meccanismo di percussione e di scatto invece è azionato da una molla abbastanza lunga, ed è un bene perchè la molla avvolgendo il perno ed essendo lunga reca meno stress all’arma, inoltre il fucile grazie a una tacca fatta appositamente in fase di costruzione, quest’ultima addolciscono lo scatto dando meno stress all’arma. Il fucile Berdan fu camerato inizialmente per la cartuccia 10,7x58R(credo sia una cartuccia a percussione centrale ad innesco berdan di tipo rimmed); poi per un breve periodo fu camerato anche per la cartuccia per cui nacque il Mosin Nagant cioè 7,62x54mm, che è sempre una cartuccia rimmed a polvere nera, ma questa fu adattata anche per un caricamento a polvere infume. In fase di prototipo uscirono anche fucili muniti di caricatore, ma però per motivi che non è dato sapere non superarono mai quello stadio.

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ANIMA RIGATA

Le armi ad anima rigata sono destinate a sparare cartucce cilindriche ogivali, e grazie ad una rigatura, il proietto ruota attorno il proprio asse dandogli stabilità in volo che ne consegue una maggiore precisione; in tutto questo abbiamo una direzione al bersaglio data dalla canna; ( che possiamo definire come una parte fondamentale della nostra arma da fuoco) tutto inizia all’interno della camera di cartuccia che grazie ad un apposito utensile prende la forma del bossolo, detto anche CAMERATORE poi abbiamo le tre fasi : la prima è quando la cartuccia è alloggiata nella camera e ha ancora spazio prima di addentrarsi nella rigatura; poi finito il tratto cilindrico possiamo trovare la seconda fase cioè quando la palla si addentra nella rigatura ma non in modo netto, poi successivamente dopo un piccolo cono di forzatura e la cartuccia sarà all’interno della canna in modo netto ci inoltriamo nella penultima fase prima che la palla lasci la volata. La rigatura non è altro che una serie di solchi, detti principi; indicati come pieni di rigatura che non sono altro che l’anima primitiva in pratica sono bordi taglienti che incidono il proietto permettendo il forzamento quando passa dalla seconda alla terza fase; poi ci sono i solchi impressi in fase di lavorazione cioè i vuoti di rigatura. Dalla rigatura possiamo anche determinare la potenza del oggetto che abbiamo davanti infatti; la distanza tra i pieni di rigatura cioè il diametro della canna determina il calibro; questa distanza specificata con un numero è seguita da una x e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto; che per il sistema europeo è misurata in millimetri, invece in quello anglosassone in millesimi seguiti dal nome del produttore. Inoltre vorrei specificare che: dicesi arma da fuoco quella macchina termobalistica che grazie all’energia cinetica e all’espansione dei gas generati da una carica di lancio è in grado di scagliare un proietto, questa reazione può essere suddivisa in fasi: la prima ovviamente quando l’innesco incendi la carica e di conseguenza la combustione che avviene all’interno innalzerà la pressione e di conseguenza la temperatura, quando i gas con la loro pressione vinceranno la forzatura data dagli intagli di rigatura, il proietto comincerà la sua fase di moto accelerato, che poi tenderà a diminuire una volta che il proietto lascia la volata trattenendone una quantità necessaria per poi poter riarmare facendo salire il colpo successivo dal caricatore, alla camera di cartuccia per poi tornare in posizione iniziale.

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PICCO PRESSORIO

Al momento dello sparo vengono generante pressioni molto elevate al momento dello sparo, nella prima parte cioè quando inizia la combustione data dal violento urto del percussore contro l’innesco; dando inizio ad una vera e propria combustione, l’innesco percosso genera una fiamma che passa dal foro di vampa e la velocità di combustione è importantissima quasi fondamentale in un contesto di composizione chimica equilibrata, l’espansione si propaga e la velocità aumenta fino che il proietto non esce dalla camera; questa propagazione continua trasmettono energia sotto forma di velocità; ( la forma del grano determinerà molto in quanto a combustione, ricordando che il grano brucia all’interno della cartuccia dall’ interno verso l’esterno). Inoltre queste pressioni possono essere influenzate da dei fattori di balistica interna cioè: il diametro della canna anche comunemente detto calibro; che nel anima rigata non è altro che lo spazio tra i pieni di rigatura, la massa del proiettile e aggiungerei anche la forma visto che i proiettili boat tail sono molto veloci; ma visto che parliamo di polvere moderna vorrei analizzare alcuni punti che sono: il calore di esplosione che in pratica è l’energia termica rilasciata dalla combustione; l’energia chimica che abbiamo a disposizione all’interno della cartuccia cioè la massa del propellente per il suo calore, e poi il volume specifico, però torniamo al influenza della balistica interna con la densità di caricamento che è normata dal CIP, che va a braccetto con la densità assoluta della polvere che nel caso è lenta viene anche chiamata progressiva, usata in armi lunghe; invece se veloce è chiamata vivace e si usa per il caricamento di armi corte.

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APPUNTI

La CZ75 fu una pistola che fece molto successo, sia nel esercito Cecoslovacco dove nasce( infatti all’inizio il suo utilizzo era prettamente militare); sviluppata dai fratelli Kuocky, l’arma adotta un sistema di tipo PETTER( che prevede un collegamento tra canna e carrello, e l’abbassamento del cane è provocato da un gioco di piani inclinati, che va a urtare il blocchetto opportunamente sagomato e fissato sul fusto); oltre al sistema che è una variante del sistema Browning, l’arma utilizza una sicura vista anche nelle armi Beretta che è la leva abbatticane( permette il porto in sicurezza con cane armato); le prime versioni di questa pistola non avevano sicura al percussore, e inoltre il primo colpo era in singola azione. La CZ75 fu adottata e camerata in diversi calibri tra cui il 7,65x25mm che è una cartuccia prodotta nel 1930 per l’esercito russo di tipo rimmles; questa munizione divenne famosa perchè fu camerata in una semiautomatica storica che è la Mauser C96, che inoltre esiste una variante interessante di origine spagnola, che condivide anche lo stesso calibro cioè l’Astra900.

PISTOLA SEMIAUTOMATICA

l origine della parola pistola sono piuttosto incerte l invenzione risale circa al 1515 le prime pistole sfruttavano il sistema a ruota che era delicato e molto costoso e non offriva ampie garanzie di affidabilità per cui gli artigiani del epoca sostituirono questo dischetto col cane. la prima pistola ad acciarino e non a miccia fu la pistola wheellock che fu anche la prima pistola portatile che si impugnava con una mano sola. anche per le pistole si sono fatti tutti i tentativi ed esperimenti per la rigatura , la ripetizione dei colpi contenuti nella culatta. un inventore fu Mariette Liegi un altro Sharp ma furono armi che non davano molta sicurezza al tiratore; questo problema lo risolse colt con la sua rivoltella munita di tamburo a 6 camere. in tutti i revolver moderni i due movimenti consistono in: quello intermittente che richiede uno sforzo minore sul grilletto che viene preferito a per il tiro mirato , e quello continuo quando la cadenza di colpi deve essere più elevata per il tiro stesso. la pistola venne rapidamente il mezzo preferito per uccisioni e ferimenti fu uno straordinaria opportunità per dare al debole l occasione di affrontare il più forte  sullo stesso piano se non superiore

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FUCILE ANTI-MATERIALE GM6

Questo spaventoso fucile paragonato a un obice per la sua potenza di fuoco; si dice anche che è in grado di far esplodere un elicottero in pochi colpi ma i russi hanno tanta immaginazione anche se data la potenza della cartuccia camerata non siamo molto distanti dalla realtà, però paragonarlo a un obice mi pare comunque eccessivo!!

Il GM6 è un fucile anti-materiale a lungo rinculo;( cioè la corsa dell’otturatore percorre tutta la lunghezza della cartuccia,( il lungo rinculo fu brevettato da J.M.Browning agli inizi del 1900 per poi essere accolto nel suo fucile AUTO5); camerato per la munizione 12,7x108mm( cartuccia russa molto potente e precisa fino a 1500mt, e credo anche supersonica fino a quella distanza, inoltre è di tipo Belted: Questo tipo di bossolo è nato per risolvere i problemi di alimentazione nei bossoli rimmed e semi-rimmed; anche in questa tipologia la scanalatura è rimarcata e il fondello è rinforzato e l’appoggio in camera è netto che va a rappresentare la misura del Handspace e poi le pressioni essendo elevate il rischio di incollaggio in camera è alto. UN ESEMPIO DI BOSSOLO CINTURATO E’ IL 7MM REMIGTON MAGNUM).

Inoltre può camerare anche il 12,7x99mm o 50BMG;(Questa è una cartuccia sviluppata da J.M. Browning, verso la fine del 1910 per la mitragliatrice M2; è basata sulla cartuccia 30.06 molto ingrandita; ne furono prodotte 6 tipi tra cui incendiaria, tracciante ecc.. la sua denominazione è 12,7×99 ovviamente severamente vietata ai civili. Il 50BMG è una munizione di tipo rimless; che è supersonica fino a 1800 metri; ha un innesco di tipo primer e un alta capacità di penetrazione con una precisione non proprio eccellente come invece tanti credono. Utilizzata nella seconda guerra mondiale, anche come munizione da contraerei; molto efficace come supporto pesante e utilizzata anche in fucili di precisione come il Barrett M82). solo con il cambio della canna il caricatore può ospitare fino a 5 cartucce, è possibile montare ottiche per via della guida montata sopra linea di tiro.

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APPROFONDIMENTO SULLA RIGATURA

La rigatura non è altro che un insieme di solchi detti principi tracciati all’interno della canna; di quest’ultimi possiamo avere due tipi: i pieni di rigatura cioè grazie ai dei solchi primitivi abbiamo dei bordi taglienti in grado di incidere il proietto;( una volta impegnato nelle righe il proietto viene intagliato grazie alla pressione iniziale, che ne consente il forzamento); oppure possiamo avere i vuoti di rigatura che non fanno altro che dare risalto ai pieni. Il senso della riga è quello che darà anche il verso di rotazione al proietto; però l’inclinazione che parte dalla culatta può essere in due modi: elicoidale quando è costante per tutta la sua lunghezza, oppure progressiva che nasce con lo scopo di minimizzare le pressioni e tenerle a livelli accettabili grazie all’ inclinazione della riga variabile; comunque si dice progressiva quando la rigatura è crescente verso la volata. Il verso della riga è a scelta del produttore e può essere destrorso o sinistrorso; che dal punto di vista tecnico strutturale è pressoché indifferente, ma visto che in una rigatura sinistrorsa bisognerebbe compensare per via di un errore provocato dalla pressione di scatto; e questo è il motivo cardine per cui si preferisce una rigatura destrorsa. Per quanto riguarda la lavorazione, in particolare i macchinari esiste si un metodo tradizionale che consisteva di ricavare degli intagli singoli nella canna; ma sappiamo che se guardiamo indietro nel tempo negli ultimi 300 anni ci sono stati una moltitudine di esperimenti per migliorare le forme delle rigature poligonali( sono quelle rigature con un solo bordo); a canne cilindriche ovalizzate solo sul andamento a spirale; inoltre in una rigatura poligonale abbiamo angoli meno profondi, infine due metodi più usati oggi: la brocciatura che avviene per mezzo di una broccia in acciaio temprato, dotato di anelli taglienti all’ interno che vanno dal più grande al più piccolo che intagliano la canna in maniera progressiva; un altro metodo è quello della rigatura cosi detta poligonale cioè viene inserito un mandrino all’interno della canna, per poi essere martellata all’ esterno finché il diametro interno non si riduce, infine viene rimosso il mandrino ottenendo una canna rigata; ma il lavoro non finisce qui visto che poi bisognerà rimuovere i segni di martellatura dalla canna.

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CARABINA DE LISLE

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Questa carabina progettata nel 1942, dall’ ingegnere William Godfray; il primo prototipo fu fatto in calibro 22, poi visto il fallimento dopo il terzo tentativo decisero di adottare come calibro il 45A.C.P che mostrava più precisione nel tiro e vista la sua potenza maggiore rispetto il calibro 22; che poi al confronto il 22 ha un calibro effettivo di (15,1×5,7) invece il 45A.C.P è (11,43X23mm).La carabina de lisle, fu la prima arma ad adottare un silenziatore integrale; l’arma è basata sul fucile LEE-ENFIELD MK III convertito in calibro 45 modificando castello e otturatore per poi montagli una versione modificata della mitragliatrice Thompson.

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L’otturatore lo modificarono accorciando quella del Lee-Enfield; le prime carabine furono prodotte negli stabilimenti Ford. La trasformazione dei fucili Enfield fu affidata alla STERLING-ARMAMENT-WORK; l’arma si alimenta con caricatori modificati della leggendaria pistola COLT M1911, ha un funzionamento di tipo mauser a otturatore girevole scorrevole. La Ford produsse un numero ristretto di esemplari di questa carabina(un centinaio più o meno) che furono affidate ai reparti speciali; di questa carabina esiste pure una versione in 9mm.

IL PROTOTIPO IN CALIBRO 22 FU DONATO AL MUSEO DI LONDRA, CHE FU ANDATA PERSA E NON FU PIU RITROVATA E ANCHE OGGI RIMANE UN MISTERO.

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POLVERI INFUMI…

Queste polveri( anche dette senza fumo); la polvere infume a parità di peso sviluppa molta più energia della polvere nera;( ricordo che la polvere nera è un miscuglio di zolfo, carbone e salnitro). Tornando alla polvere senza fumo potremmo tranquillamente dividerla per categoria; però prima vorrei spiegare ogni singolo componente; come primo abbiamo la nitrocellulosa che non è altro che un estere nitrico della cellulosa anche chiamato fulmicotone per la sua alta infiammabilità. Come ben tutti sanno la polvere è il motore del nostro proiettile, dove parte l’energia necessaria sprigionata dalla combustione, facendo in modo che il proiettile acceleri all’interno della canna, poi tanto di questa energia andrà persa, ma una buona parte servirà a dare energia necessaria per il riarmo.

Vorrei ricordare che le dimensioni del grano influiscono molto su come avviene la combustione, per questo è anche possibile ottenere differenti risultati con uno stesso prodotto;( i residui che rimangono dopo uno sparo sono quasi per la totalità delle volte gassosi, a differenza della povere nera che lascia residuo organico); come detto prima possiamo dividere tutto in tre categorie:

MONOBASE

DOPPIA BASE

TRIPLA BASE

La tripla base è esclusivamente per uso militare quindi non mi soffermerò troppo a parlarne. Iniziamo con la base singola; questo composto è formato dal 95% di nitrocellulosa e 5% di nitroglicerina che in questo caso fa solo da mordente inoltre la nitroglicerina viene trattata con acetone e alcool per aumentarne la forza esplosiva;( queste basi tendono a erodere la canna e poi poche armi hanno la forza per accendere tale composto). Arriviamo alla doppia base cioè la più usata nelle nostre armi da fuoco, dove in questo caso la nitroglicerina non svolge solo il compito di fare da mordente, ma ha un ruolo fondamentale.

I tripla base invece contengono nitroguanidina, che in pratica la miscela è più performante per scopi come ho già detto militari.

Quando si parla di polveri da sparo, sento molto parlare di balistite, se non sapete cos’è ve lo spiego: è un componente doppia base brevettato da Alfred Nobel, poi visti i difetti misero appunto la cordite; uno dei grossi difetti della balistite era la sua vivacità inoltre molto corrosiva se mischiata con nitroglicerina.

MITRAGLIERA SCOTTI DA 20mm

Questa mitragliatrice, multiruolo che poteva essere usata sia da contraerei che da controcarro; progettata da Alfredo Scotti e sviluppata nel 1928 venne prodotta in 2 versioni( se movibile e fissa) e con un funzionamento a canna fissa a blocco geometrico; l’otturatore fu brevettato dallo stesso scotti. Nel 1932 il progettista Scotti vendette il brevetto alla svizzera Oerlikon, che poi produsse esemplari della mitragliatrice nella fabbrica di Oerlikon.

La Scotti, in pratica è la versione migliorata e alleggerita della mitragliatrice Breda ma con una prestazione minore,(quindi una brutta copia secondo me) e inoltre fu impiegata meno della stessa Breda; ed era anche meno affidabile benché usasse la stessa munizione, che poi era anche la stessa del Flak30. La munizione della Scotti è la 20x138mmB, che è una cartuccia a percussione centrale; con una velocità iniziale di 790m/s, inizialmente aveva un caricatore a tamburo da 40 colpi; il puntamento dell’arma è manuale con alzo a cannocchiale. La mitragliatrice ha un peso di 227kg in batteria, una canna da 8 righe destrorse; e una cadenza di fuoco da 230 colpi al minuto.

MITRA THOMPSON

YUO

Il mitra Thompson detto anche il “RAGIONIERE” soprannome dato dai malavitosi perché usato per pareggiare i conti; fu ideato da JOHN TAGLIAFERRO THOMPSON nel 1919, nato per rimpiazzare i vecchi fucili bolt action. John Tagliaferro Thompson iniziò il progetto di quest’arma che impiegava la cartuccia 11,43×23 o 45acp; i primi esemplari avevano un rateo di fuoco altissimo tipo 1200 colpi al minuto ma visto il troppo peso e la scarsa maneggevolezza ,questo protipo aveva il sistema blish e camerava la cartuccia 30/06 quindi Thompson decise di abbandonare il progetto e affidarsi al progetto iniziale quello del 45acp cosi per finanziare il progetto si appoggiò a un magnate del tabacco per poi nel 1919 fondare la sua industria armiera la auto-ordinance company. la prima variante del suo mitra soprannominata “machine guns” fu commercializzata a partire dal 1921; la sua produzione in larga scala cominciò per Francia e Regno Unito e Jugoslavia; ma visto che il Thompson era scomodo e brigoso da costruire in seguito a lavorazioni meccaniche complesse; con l’entrata in guerra dell’America si apportarono modifiche per renderlo più leggero e facile da costruire e il vecchio caricatore a tamburo venne sostituito con un caricatore verticale e venne battezzato come Thompson M1. il Thompson M1928 eM1 vennero largamente copiati dal mondo occidentale; e oggi è un icona di HOLLYWOOD NEI FILM DI GANGSTER e film ambientati negli anni 30′.

OTTURATORE TIPO STEYER

Questo sistema stabile, differisce da la sistema mauser perchè invece che scorrere e girare, questo scorre e basta ma la funzione rimane la medesima cioè un otturatore cilindrico e parte essenziale d’arma per portare la culatta in chiusura. Quando fu progettato a detta anche degli stessi soldati che lo trovavano più veloce; proprio perchè invece di girare e scorrere come nel Mauser il movimento era solo avanti e indietro, la sua introduzione risale ai tempi antichi( più precisamente nei fucili ad ago come il CHASSEPORT); e più avanti usato nei fucili STEYR MANNLICHER M1895, che poi credo siano tutti passati al sistema Mauser visto che anche il sistema di alimentazione o a pacchetto oppure a stripper clips, di Mauser sempre parliamo( e poi secondo me il tempo di caricamento non è che sia poi cosi lento; a meno che non si metta un bradipo a sparare….).

Questi otturatori sono anche detti a percussore lanciato (percussore interno) e non necessitano del cane( un congegno di sparo come può essere definito il medesimo è un organo di comando( in questo caso la leva che chiude e apre la camera seguita poi da una molla e dal sistema di scatto). Prima ho accennato il caricamento quando ho parlato del sistema mauser perchè? c’è da sapere che in un congegno di alimentazione(quale il caricatore) possiamo averne di tre tipi: quello che troviamo nei revolver cioè a camere multiple; quello fisso definito anche di tipo Mauser; quello staccabile( cioè Enfield) e poi per ultimo quello usato nelle armi ad anima liscia cioè prismatico tubolari.

sistema STABILE A BLOCCHETTO OSCILLANTE

Questo sistema di tipo stabile geometrico ideato nei primi anni del 1800 e già presente sulla Mauser C96; a differenza del sistema stabile include un terzo elemento che è appunto il blocchetto collocato tra canna e carrello con l’utilità di renderli solidali in chiusura; questo blocchetto in pratica ha la funzione di liberare il carrello quando è in posizione abbassata. Questo sistema fu largamente usato prima nella Walther P38 poi ripreso da Beretta nel modello 51 e 52 e anche in altri modelli tra cui uno molto conosciuto che è il 92.

CHAROLA ANITUA

Quest’arma progettata dal mitragliere Enrique Losada; fu la prima semiautomatica che risale a fine milleottocento spagnola, il suo sistema d’arma molto simile alla Mauser C96 ma molto più rozzo e semplificato; con una potenza molto limitata, data dal calibro della prima versione che era il 5mm(5x18mm) poi in seguito ne fecero una anche in 7mm.

La pistola fu prodotta in tre diversi lotti con differenza tra una versione e l’altra era la lunghezza di canna, il primo lotto comprendeva circa 950 esemplari; il secondo 900 ed in fine il terzo con 800 esemplari.

La commercializzazione di questa pistola semiautomatica avvenne dopo la scomparsa della ditta (CHAROLA ANITUA);i modelli commerciali erano composti da 2 versioni:

IL PRIMO AVEVA IL CARICATORE FISSO A 6 CARTUCCE( le cartucce venivano vendute in confezioni da 30 divise in stripper clips già pronte con le 6 cartucce da camerare) questo nella versione calibro 7mm

IL SECONDO AVEVA IL CARICATORE AMOVIBILE(per la versione calibro 5mm).

Questa pistola fu prodotta fino al 1903; era molto complicata da realizzare e i costi di produzione erano abbastanza alti, però fece lo stesso successo soprattutto in Russia negli altri paesi non tanto.

PS: L’azienda CHAROLA ANITUA per differenziarsi dalle altre incideva un marchio commerciale con le iniziali sulle cartucce(CURIOSITA’)

MANURHIN MR73

Questo revolver francese di alta qualità; progettato nel 1973 da Manchin. Oggi viene prodotto dalla ditta francese, CHAPUIS ARMES in scala ridotta in 3 modelli che sono: quello classico fatto interamente in acciaio; la versione brunita; e infine quello della gendarmeria che questa variante a differenza delle altre ha i mirini sia posteriori che anteriori più grandi(il classico è in calibro 38 special invece sia la versione acciaio che la versione brunita è in calibro 357 magnum che genera una pressione massima superiore a quella consentita dal C.I.P).

MR73 che ha una capacità di colpi nel tamburo uguale a sei; con possibilità cambiando il tamburo di una conversione di calibro in 9x19mm; e capace di sparare 150 colpi a piena carica, con peso di innesco regolabile sia in doppia azione che in singola cosa che nessun altro revolver come lui può fare; forse anche per questo che costa quasi il 50% in più di altri revolver.

Il revolver ha una lunghezza di 196mm la versione classica; di 204mm quella acciaio o brunito; invece quella della gendarmeria 233mm, il peso varia da: 800g la versione da 2,5 pollici; 890g quella da 3 pollici; 950g quella da 4 pollici ; e 1030g quella da 5,25 pollici. Il telaio è tutto lucidato a mano in circa 12 ore; il grilletto è regolabile in trazione a preferenza del tiratore; sia il telaio che la canna sono realizzati in acciaio( la canna mediante una lavorazione per rotomartellatura a freddo);il telaio in versione K che è il più grande è leggermente più piccolo di un telaio SMITH&WESSON in versione L; il percussore ha un angolo di caduta di circa 42°; i mirini possono essere fissi o regolabili.

UNA CURIOSITA’ CHE QUESTO REVOLVER NELLA VERSIONE PIU’ GRANDE VIENE USATO PER LA PROTEZIONE DEI V.I.P.

SISTEMA SCHMIDT(APPROFONDIMENTI)

Inizialmente il produttore;( tale colonnello Schmidt ), partecipò attivamente ad alcuni progetti di revolver(perfezionando anche il revolver francese Chamelot- dalvigne; che era un revolver francese adottato anche in Italia nel 1874 in calibro 10,35); finché un giorno si propose per fabbricarne uno suo, per il motivo che voleva dare alla luce un revolver che non avesse i problemi riscontrati nei modelli precedenti che erano:

RINCULO TROPPO RILEVANTE, CHE DAVA PROBLEMI AL TIRATORE NEL TIRO MIRATO FACENDOLO RISULTARE IMPRECISO

I REVOLVER ERANO ECCESSIVAMENTE INGOMBRANTI, QUINDI SCOMODI DA PORTARE IN GIRO

IL PESO ELEVATO

LE CARTUCCE ERANO GROSSE, E IL CARICAMENTO RISULTAVA LENTO E SCOMODO.

L’arma del colonnello Schmidt, aveva un funzionamento a singola azione a percussione centrale, la rotazione del tamburo era fluida e comoda nel caricamento; l’arma adottava il sistema abadie;( lo sportellino abadie o chiamato anche sicurezza abadie si ottiene a cane a riposo, o abbattuto in pratica quando questo sportellino è aperto, il tamburo gira senza che il cane si armi di conseguenza; la sicura in un certo senso agevola anche il caricamento, perchè invece di girarlo manualmente basta premere la leva di scatto per passare alla camera successiva e caricarla o scaricarla di conseguenza); il cilindro o tamburo è a 6 camere in calibro 7.5mm. Questo revolver fu pensato per l’esercito svizzero andando a sostituire il vecchio modello 1878.

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